"Rischio fallimento? Non si è tagliato alcuno spreco"

La dura nota inviata dal consigliere comunale Giancarlo Ciatto

A cura di Redazione Redazione
16 giugno 2015 13:27
"Rischio fallimento? Non si è tagliato alcuno spreco" -
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95047.it Riceviamo e pubblichiamo dal consigliere comunale, Giancarlo Ciatto.

"Egregio Direttore,
il Sindaco fa affermazioni deliranti quando parla, in questi termini, e con questi toni, di rischio di fallimento per il Comune di Paternò. Primo, se il rischio fallimento c’è lo si doveva vedere da tempo. Invece il comandante della nave ha preferito “giocare” nel mare in tempesta costruendo Bilanci in assenza totale di programmazione. Barattando posti in giunta e posti di sottogoverno pur di vedersi votati gli aumenti delle tasse comunali.

Il Sindaco ha revocato, inspiegabilmente, un assessore al Bilancio e ha preferito tenere la delega in materia tutta per se. Risultato? Gestione anarcoide delle finanze pubbliche. Il Sindaco, Già un anno fa, avrebbe dovuto dire con chiarezza in quali condizioni si trovavano le casse comunali, partecipare il più possibile la costruzione del Bilancio, mettere in campo una nuova politica fiscale e un nuovo modo di allocare le risorse. Invece, ha preferito evocare un dissesto finanziario inesistente e far pagare al massimo le tasse ai cittadini. Ancora una volta ci risiamo, si torna a parlare di fallimento e si insinua che questa condizione potrebbe essere aggravata dal fatto che una parte di consiglieri è riuscita a far abbassare le tasse. Niente di più falso! Primo, quando una “famiglia” è in condizioni economiche difficili la prima cosa che fa è tagliere sprechi e spese voluttuarie. Perché un Comune a rischio fallimento, come il Sindaco sostiene, si sono fatti non appena 6 mesi fa emendamenti per 690 mila euro tutti destinati a spese voluttuarie? Infatti, questa amministrazione e la maggioranza consiliare che la sostiene, hanno sperperato danaro pubblico per spese che potevano essere evitate e che non riguardano certamente servizi essenziali.

Solo per citarne alcune: 53 mila euro in spese natalizie (nessun ritorno economico sociale); 23 Mila in spese per il carnevale (nessun ritorno economico sociale); 18 mila euro per i cantastorie (nessun ritorno culturale); 2000 euro per finanziarie iniziative di persone vicine a qualche consigliere; 307 mila euro in dubbie transazioni. E si potrebbe ancora continuare. Per non parlare dell’assoluta incuria nel controllo delle entrate, che da solo potrebbe consentire un aumento delle risorse. Per non parlare dell’inesistente taglio degli sprechi. Non c’è bisogno di essere un buon padre di famiglia per capire che se vi è un rischio fallimento certe spese non si possono fare. Lo capirebbe anche uno studente al primo anno di Economia.

Il Sindaco, se è vero che vi è un rischio fallimento, esca dalla sua torre d’avorio, costruisca un bilancio serio in cui vengono tagliati sprechi e spese inutili, e non pensi – in un momento di drammatica crisi economica – di far pagare decenni di cattiva amministrazione sempre e solo ai cittadini. La politica, in un momento come questo, deve certamente diventare più sobria e se c’è da tagliare può anche tagliare. Fermo restando che i Consiglieri non guadagnano – come si va erroneamente dicendo - 30 mila euro al mese e nemmeno mille.
In ogni caso, rispediamo al mittente le “velate minacce” di far ricorso alla corte dei conti nei confronti di quei Consiglieri Comunali che hanno giustamente voluto diminuire la pressione fiscale.
Per l’ennesima volta mi dico pronto ad un confronto pubblico con il Sindaco".