Sicilia, dal 16 ottobre si fermano i camion: aderisce anche Confindustria, rischio scaffali vuoti
Non più soltanto le sigle autonome: anche le grandi imprese dell'autotrasporto annunciano lo stop fino al 22 ottobre. Preoccupazione per supermercati, rifornimenti e distribuzione delle merci
SICILIA – Si allarga la protesta degli autotrasportatori siciliani. Dal prossimo venerdì 16 ottobre camion e tir rischiano di fermarsi in maniera massiccia in tutta l'Isola, con possibili ripercussioni sui rifornimenti dei supermercati, sulle attività commerciali e sulla distribuzione delle merci.
La novità è rappresentata dall'adesione di Confindustria, attraverso la Sezione Trasporti di Catania. Non saranno quindi soltanto le sigle autonome a partecipare alla mobilitazione, ma anche importanti aziende del settore, tra cui Luigi Cozza, Nicolosi Autotrasporti e DN Logistica.
Le imprese aderenti a Confindustria hanno annunciato la sospensione delle attività dal 16 al 22 ottobre, mentre il Comitato autotrasportatori siciliani, che riunisce sigle come Aitras e Aias, aveva già proclamato uno stop dal 16 al 20 ottobre.
A rischio i rifornimenti dei supermercati
La protesta potrebbe avere conseguenze soprattutto sulla grande distribuzione. Il Comitato degli autotrasportatori sostiene che alcuni supermercati potrebbero avere appena due giorni di autonomia prima di registrare difficoltà negli approvvigionamenti.
Il rischio è quello di scaffali progressivamente vuoti, soprattutto per quanto riguarda prodotti freschi e merci deperibili. Le effettive conseguenze dipenderanno comunque dall'adesione allo sciopero e dalle scorte disponibili.
Alla base della protesta il caro gasolio e i contributi non ancora erogati. Secondo i dati richiamati da Confindustria, il prezzo del carburante è aumentato di circa 35 centesimi al litro rispetto a febbraio, con costi aggiuntivi che possono superare gli 8.000 euro per un singolo mezzo pesante.
Sonia Nicosia, presidente della Sezione Trasporti di Confindustria Catania, ha spiegato che la decisione arriva dopo mesi di interlocuzioni istituzionali senza risultati ritenuti sufficienti.
Gli autotrasportatori chiedono lo sblocco dei contributi Sea Modal Shift, maggiori sostegni economici e interventi per compensare gli svantaggi legati all'insularità.
La protesta potrebbe proseguire anche oltre il 22 ottobre. Confindustria ha infatti annunciato che, in assenza di risposte concrete, il fermo continuerà a oltranza.
Resta aperta la possibilità di un accordo dell'ultimo momento con le istituzioni. Durante la sospensione saranno comunque garantite le prestazioni indispensabili previste dalla normativa.
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