Sicilia in fiamme: in cenere un'area grande come 4.930 campi da calcio

328 roghi e oltre 24 mila ettari ridotti in cenere dall'inizio dell'anno. Solo nell'ultima settimana sono andati in fumo quasi 17 mila ettari, secondo Legambiente.

A cura di Redazione Redazione
25 luglio 2026 08:48
Sicilia in fiamme: in cenere un'area grande come 4.930 campi da calcio -
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La Sicilia continua a bruciare. Dal 1° gennaio al 21 luglio 2026 sono stati registrati 328 roghi, che hanno devastato 24.451 ettari di territorio, una superficie pari a circa 34.930 campi da calcio.

Il dato più allarmante riguarda però l'ultima settimana: dal 15 al 21 luglio sono andati in fumo 16.834 ettari a causa di 87 incendi, segno di un'accelerazione drammatica dell'emergenza.

A lanciare l'allarme è Legambiente, che ha diffuso i dati elaborati sulla base delle rilevazioni del sistema europeo Effis-Copernicus.

Con questi numeri, la Sicilia si conferma la regione più colpita d'Italia e dell'intero Mezzogiorno. Dei 34.341 ettari complessivamente andati in fumo nel Sud Italia dall'inizio dell'anno, il 70% si trova proprio nell'Isola.

Anche la classifica dei comuni più colpiti fotografa una situazione estremamente preoccupante: nove dei primi dieci comuni italiani per ettari bruciati sono siciliani. In testa c'è Bivona, con 2.452 ettari distrutti dalle fiamme, seguita da Butera, Campofelice di Fitalia, Castronovo di Sicilia, Salemi, Sutera e Agrigento, tra le località maggiormente colpite.

Di fronte a questo scenario, Legambiente torna a chiedere interventi urgenti. Dopo aver già invocato anche il supporto dell'Esercito, l'associazione ribadisce la necessità di un piano nazionale antincendi che punti con decisione sulla prevenzione e sul rafforzamento dei controlli.

«L'Italia continua a rincorrere il fuoco e lo fa con sempre più fatica. A pagare il prezzo più alto sono i territori, l'ambiente, la biodiversità e i cittadini», afferma Antonio Nicoletti, responsabile nazionale Aree Protette di Legambiente. «La prevenzione è l'unica difesa realmente efficace contro i roghi».

Sulla stessa linea Tommaso Castronovo, presidente di Legambiente Sicilia, che chiede la convocazione dei Comitati provinciali per l'ordine e la sicurezza pubblica per organizzare un presidio più capillare del territorio. «Occorre trattare l'emergenza incendi come una vera calamità naturale e attivare una rete nazionale e internazionale di intervento, con uomini, mezzi e attrezzature antincendio adeguati», conclude.