Terremoto in Sicilia, 154 scosse: l’INGV chiarisce, nessun legame diretto con il Marsili
Dopo il terremoto di magnitudo 5.5, gli esperti fanno chiarezza sulla sequenza sismica: nessun collegamento diretto con il vulcano Marsili. È la scossa più forte nella zona dal 1980.
La terra continua a tremare nel Tirreno meridionale. Dopo il forte terremoto di magnitudo 5.5 registrato venerdì 23 ottobre, l'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) ha pubblicato un approfondimento scientifico sulla sequenza sismica in corso.
Secondo l'aggiornamento delle ore 18 di sabato 24 ottobre, sono 154 le scosse registrate dopo l'evento principale. Quattro terremoti hanno raggiunto una magnitudo pari o superiore a 4.0, considerando anche la scossa principale.
Il terremoto più forte dal 1980
La scossa principale, registrata alle 12:19 di venerdì, ha avuto epicentro in mare, circa 30 chilometri a nord-ovest di Alicudi. Si tratta del terremoto più intenso registrato nella zona dal 1980, quando si verificò un evento di magnitudo 5.7.
Nessun collegamento diretto con il Marsili
L'INGV chiarisce che non emergono collegamenti diretti tra la sequenza sismica e il vulcano sottomarino Marsili. L'attività viene ricondotta ai movimenti tettonici e alle faglie presenti nel Tirreno meridionale.
Gli esperti ricordano inoltre il terremoto del 1823, di magnitudo stimata 5.8, che provocò danni lungo la costa settentrionale siciliana e un piccolo tsunami. Si tratta di un precedente storico, non di una previsione.
Il monitoraggio dell'INGV prosegue, mentre la sequenza sismica continua a essere seguita dagli esperti. Al momento non è possibile prevedere l'evoluzione dei terremoti né l'eventuale verificarsi di scosse più forti.
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