50 anni (l’anno prossimo) e non sentirli: la presenza “orionina” al Santuario della Consolazione
Da sempre, faro collettivo di spiritualità e di aggregazione (chi non si ricorda dei campionati di calcio interparrocchiali con il “mitico” campo in discesa e in salita?): il Santuario è stato reso più sicuro con un intervento che adesso interesserà il ca
95047.it “La nostra presenza qui a Paternò risale al 1968: l’opera di Don Orione è quella dell’amore a Gesù, dell’amore alla Madonna, al Papa e alla Chiesa. E grande amore alle anime, quelle dei bisognosi, degli esclusi, degli abbandonati: e vuole sapere una cosa? I giovani sono una categoria debole, abbandonata.
Ecco perchè ci teniamo ad essere presenti a Paternò in un modo dignitoso, educativo e pedagogico: noi vediamo nel popolo paternese una grande devozione alla Madonna”. Le parole di don Vito Mandarano sono illuminanti.
Cinquant'anni della presenza orionina al Santuario (il prossimo anno) e non sentirli. Sorto per volere di Michelangelo Virgillito, è sempre stato un pò il faro della città. Lassù sul promontorio della Collina Storica è sempre stato un rifugio collettivo dell’anima. Un luogo di condivisione spirituale e di gioia. Come quando, più piccoli, giocavamo gli indimenticabili tornei interparrocchiali su quel campo d’asfalto dove giocavi un tempo in discesa ed un altro in salita. Che ricordi. E, allora, davvero: 60 anni e non sentirli.
“Mi piace ricordare il contributo che viene dato dalla nostra scuola professionale che conta 350 giovani, un numero destinato ad aumentare nei prossimi anni. Abbiamo rinnovato la nostra struttura ed i mezzi messi a disposizione. Oggi tanti giovani abbandonano la scuola: noi proviamo a mettere a loro disposizione una possibilità. Siamo fieri di portare avanti il carisma di Don Orione. Ne siamo contenti”. Don Vito che assieme a padre Franco Annis e padre Armando Corrado condivide l’esperienza al Santuario, parla dei giovani e gli si illumina il viso. Comprende che la sfida di una città migliore dipende in buona parte dal loro.
Ma il Santuario della Consolazione, oggi, è anche un luogo che è stato reso più sicuro. E gli interventi non sono ancora finiti. “Il Santuario, dedicato alla Madonna della Consolazione, è più solido e certamente più sicuro. E’ giusto che sia così: il Santuario era fatiscente ed abbiamo portato avanti un intervento radicale. Ora tocca al campanile che ha bisogno di un restauro, anch’esso, radicale. Finora è stato fatto tutto con le forze economiche della congregazione, con il contributo della Fondazione Michelangelo Virgillito e con gli oboli offerti con generosità”.
Ed ora, si va verso l’anno prossimo. Anno di un anniversario da immortalare: “La grazia del Signore - conclude Don Vito - ha voluto che le vocazioni sacerdotali in questi sessant’anni non venissero meno, in un momento in cui proprio l’assenza di vocazioni sta portando a chiudere Istituti un po' ovunque. Alcune opere caritative o culturali oggi sono gestite da laici con i sacerdoti che riescono a garantire solo l’assistenza spirituale. Qui a Paternò i sacerdoti siamo in tre: è quasi un lusso. L’opera di Don Orione qui ha voluto rafforzare la specificità del carisma: ce lo chiedono i tanti giovani che vogliono dimostrare di valere. Una presenza che significa “benedizione di Dio”.
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