Paternò, controlli in un autolavaggio: scoperti 3 lavoratori in nero, scatta il sequestro e multa da 16 mila euro

Paternò, controlli in un autolavaggio: scoperti 3 lavoratori in nero, scatta il sequestro e multa da 16 mila euro

A cura di Redazione Redazione
07 marzo 2026 10:54
Paternò, controlli in un autolavaggio: scoperti 3 lavoratori in nero, scatta il sequestro e multa da 16 mila euro -
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La campagna di prevenzione e contrasto ai reati ambientali, nonché di tutela dei lavoratori, in atto nel territorio etneo su impulso del Comando Provinciale Carabinieri di Catania, ha tra i vari obbiettivi quello della lotta agli ecoreati quali lo smaltimento illecito o irregolare di sostanze inquinanti, crimini ambientali che danneggiano il territorio minacciando la salute pubblica.

In tale contesto, i Carabinieri del Nucleo Operativo, Sezione Operativa della Compagnia di Paternò, supportati dai colleghi del Nucleo Ispettorato del Lavoro e del Nucleo Ecologico di Catania, sono stati impegnati in verifiche svolte, rispettivamente, in materia di legislazione speciale e tutela del lavoro e di rispetto delle disposizioni del codice dell’ambiente.

Al termine dell’attività ispettiva, effettuata presso un’attività di lavaggio auto ubicata a Paternò, la titolare, una 30enne del posto, sulla base degli indizi raccolti, da verificare in sede giurisdizionale e ferma restando la presunzione d’innocenza fino a sentenza definitiva di condanna è stata denunciata all’Autorità Giudiziaria per violazioni al Codice dell’Ambiente e in materia di obblighi del datore di lavoro.

E’ stato emesso il provvedimento di sospensione e sequestro preventivo dell’attività imprenditoriale per avere impiegato, tra l’altro, 3 lavoratori “in nero” su 4 trovati presenti al momento dell’accesso ispettivo.

Alla 30enne sono state contestate complessivamente 4 ammende per un importo pari a 3.622 euro, oltre alla maxi sanzione per lavoro in nero di 13.650 euro.

Al termine dell’attività sono stati recuperati contributi previdenziali e premi assistenziali per un importo pari a 4.900 euro.

E stato anche accertato come l’impresa fosse esercitata in assenza di controllo degli scarichi delle acque reflue industriali e senza alcuna autorizzazione allo scarico. In particolare, dalla comparazione dell’impianto di raccolta delle acque di lavaggio fornita ed allegata alla SCIA si accertavano alcune difformità quali la totale assenza delle vasche di raccolta reflui numerate riportate in planimetria.

La titolare non ha fornito alcun contratto per lo smaltimento dei rifiuti con ditte autorizzate, in riferimento allo smaltimento dei reflui prodotti dall’attività di lavaggio, contratti di smaltimento degli imballaggi e dei rifiuti, costituenti rifiuti speciali, contenenti sostanze pericolose per la salute e l’ambiente (stracci intrisi o carta sporca usati nella fase di pulizia, bombolette, liquidi detergenti ed oli derivanti dalla depurazione delle acque da autolavaggio), il previsto registro di carico e scarico dei rifiuti generati perché mai approntato, nonché, i formulari di identificazione rifiuti, attestanti il regolare smaltimento delle soluzioni acquose di scarto ed autorizzazione allo scarico di acque reflue industriali.