Acireale, entra nello studio legale con una pistola e pretende 100 mila euro: arrestato

Il 56enne avrebbe minacciato di morte i presenti in uno studio legale, pretendendo 100 mila euro dopo una controversia civile.

A cura di Redazione
11 ottobre 2026 11:00
Acireale, entra nello studio legale con una pistola e pretende 100 mila euro: arrestato -
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Un uomo di 56 anni è stato arrestato dalla Polizia di Stato di Acireale in esecuzione di un'ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Gip del Tribunale di Messina, nell'ambito di un'indagine coordinata dalla Procura Distrettuale della Repubblica di Messina. L'uomo è gravemente indiziato di minaccia aggravata e tentata estorsione, reati che sarebbero stati commessi mediante l'utilizzo di un'arma da fuoco.

L'attività investigativa, condotta dagli agenti del Commissariato di Pubblica Sicurezza di Acireale, trae origine da un episodio avvenuto il 28 settembre all'interno di uno studio legale. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, il 56enne si sarebbe presentato in evidente stato di alterazione, minacciando di morte i presenti ed esibendo una pistola.

Nel corso dell'incontro, durato circa trenta minuti, l'uomo avrebbe avanzato una richiesta di 100 mila euro, collegandola a una controversia civile nella quale era risultato soccombente. La somma sarebbe stata pretesa come presunto risarcimento per danni che riteneva di aver subito.

Le minacce rivolte ai professionisti presenti sarebbero state particolarmente gravi e accompagnate dall'ostentazione dell'arma, con il riferimento a possibili conseguenze violente in caso di mancato pagamento della cifra richiesta.

Determinante per le indagini sarebbe stata una registrazione audio dell'incontro, acquisita dagli investigatori e successivamente sottoposta ad analisi e trascrizione. Gli elementi raccolti avrebbero consentito di documentare sia le minacce sia le richieste formulate dall'indagato.

Gli approfondimenti investigativi avrebbero inoltre fatto emergere un quadro caratterizzato da precedenti episodi di gravi minacce nei confronti di altre persone coinvolte, a vario titolo, nella vicenda che aveva originato le pretese dell'uomo. Tra i destinatari delle contestazioni vi sarebbero stati professionisti, esponenti politici locali e un magistrato del Tribunale di Catania che si era occupato della controversia civile.

Secondo gli investigatori, il rischio di reiterazione delle condotte sarebbe risultato concreto e attuale, anche alla luce di precedenti interventi che avevano già portato all'applicazione di misure cautelari non custodiali nei confronti del 56enne. In passato, infatti, l'uomo si sarebbe reso protagonista anche di un episodio culminato nell'aggressione di personale della Polizia Locale e in una successiva situazione di forte pericolo che aveva richiesto l'intervento di operatori specializzati e di un negoziatore delle forze dell'ordine.

Alla luce degli elementi raccolti, il Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Messina ha accolto la richiesta della Procura, disponendo la misura della custodia cautelare in carcere, ritenuta necessaria per fronteggiare il pericolo di nuove condotte e contenere la presunta pericolosità sociale dell'indagato.

Al termine delle formalità di rito, l'uomo è stato trasferito nella Casa Circondariale "Piazza Lanza" di Catania, dove rimane a disposizione dell'Autorità giudiziaria.