BARI. Per vent’anni ha incassato pensione e accompagnamento: un video sui social lo tradisce

Le indagini della Guardia di Finanza sono partite da un video pubblicato sui social. Contestata una truffa aggravata da quasi 200 mila euro.

A cura di Redazione Redazione
16 giugno 2026 19:04
BARI. Per vent’anni ha incassato pensione e accompagnamento: un video sui social lo tradisce -
Condividi

Per quasi vent’anni avrebbe percepito indebitamente la pensione di invalidità civile e l’indennità di accompagnamento, benefici ottenuti dopo essere stato riconosciuto totalmente invalido e impossibilitato a deambulare autonomamente. A far emergere la presunta truffa sarebbe stato però un semplice video pubblicato sui social network.

Protagonista della vicenda un uomo originario di Trinitapoli, finito sotto indagine dopo gli accertamenti condotti dalla Guardia di Finanza della provincia di Barletta-Andria-Trani, su delega della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Foggia.

Le indagini sono partite proprio dall’analisi di un filmato pubblicato online nel quale l’uomo veniva ripreso mentre camminava normalmente, in posizione eretta e senza alcun ausilio. Un comportamento incompatibile con la condizione di totale invalidità che gli era stata riconosciuta e che aveva giustificato per anni l’erogazione delle prestazioni assistenziali.

Dopo la scoperta del video, i finanzieri della Tenenza di Margherita di Savoia hanno approfondito gli accertamenti raccogliendo ulteriori immagini e riprese che avrebbero confermato la capacità dell’uomo di muoversi autonomamente senza l’utilizzo della carrozzina.

Secondo quanto emerso dalle verifiche, l’indagato non avrebbe presentato una disabilità fisica tale da giustificare il riconoscimento dello status di invalido totale e il conseguente diritto a percepire l’indennità di accompagnamento.

Al termine delle indagini, l’uomo è stato segnalato all’Autorità Giudiziaria con l’accusa di truffa aggravata finalizzata all’ottenimento di contributi pubblici. L’importo complessivo delle somme percepite indebitamente ammonterebbe a circa 200 mila euro.

Contestualmente è stata avviata la procedura per interrompere l’erogazione delle prestazioni assistenziali e previdenziali. Della vicenda sarà interessata anche la Procura Regionale della Corte dei Conti per la valutazione degli eventuali danni erariali.

Resta valida, come previsto dalla legge, la presunzione di innocenza fino a eventuale sentenza definitiva di condanna.