Cannizzaro, morta 40enne. Familiari: «Era stabile, nessun ferito». Decesso scoperto in visita, salma e cartella sequestrate
La versione dei familiari: «Fino al giorno prima ci dicevano che era critica ma stabile»
Emergono nuovi particolari sulla morte della 40enne ricoverata all’ospedale Cannizzaro di Catania, il cui decesso ha preceduto i momenti di forte tensione scoppiati nel reparto di Rianimazione.
A raccontare alla nostra redazione la propria versione di quanto sarebbe accaduto è una familiare della donna, madre di due bambini e ricoverata da luglio.
Secondo quanto riferito dalla famiglia, la 40enne avrebbe affrontato un primo intervento chirurgico il 15 luglio 2026, seguito successivamente da altri quattro interventi. L’ultimo sarebbe stato eseguito il 3 agosto e, sempre secondo il racconto dei parenti, sarebbe durato circa nove ore.
Al centro della versione dei familiari ci sono soprattutto le informazioni ricevute sulle condizioni della donna. Secondo quanto riferito alla nostra redazione, la situazione della 40enne sarebbe stata descritta come critica ma stabile.
I parenti sostengono inoltre di avere appreso della morte soltanto ieri, sabato, durante l’orario di visita, quando si erano recati in ospedale.
La comunicazione del decesso avrebbe provocato momenti di forte disperazione tra i presenti.
«Eravamo sconvolti», racconta una familiare, spiegando che uno dei parenti sarebbe andato in escandescenza. La famiglia contesta però la ricostruzione secondo cui alcuni sanitari sarebbero rimasti feriti: «Non abbiamo colpito o ferito nessuno», sostiene la parente.
Si tratta della versione fornita dai familiari, mentre sull’esatta dinamica di quanto avvenuto sono ancora in corso gli accertamenti.
Dopo la comunicazione del decesso, la situazione sarebbe rapidamente degenerata. Un gruppo di familiari sarebbe riuscito a forzare la porta d’ingresso della Rianimazione, entrando all’interno del reparto.
Secondo le prime ricostruzioni dell’episodio, durante i momenti di tensione sarebbero state lanciate alcune sedie e sarebbe stato danneggiato anche un monitor.
È stata inoltre riferita la presenza di tre infermieri lievemente feriti, circostanza che viene tuttavia contestata dalla famiglia.
Sul posto sono intervenuti i poliziotti delle Volanti, che hanno riportato la calma e avviato gli accertamenti per ricostruire nel dettaglio quanto accaduto.
Gli accertamenti riguardano adesso anche quanto avvenuto prima della morte della donna.
Gli investigatori hanno acquisito la cartella clinica, mentre la salma è stata posta sotto sequestro in attesa degli approfondimenti disposti dalla magistratura.
Per quanto riguarda invece l’irruzione nel reparto, eventuali responsabilità saranno valutate dagli investigatori sulla base degli elementi raccolti.
I vertici dell’azienda ospedaliera hanno espresso massima solidarietà al personale sanitario, ricordando la complessità e le responsabilità che caratterizzano quotidianamente il lavoro degli operatori della Rianimazione.
L’azienda ha ribadito che nessuna situazione di dolore o difficoltà può giustificare comportamenti aggressivi o violenti e ha condannato ogni forma di violenza, fisica o verbale, nei confronti del personale sanitario.
Il Cannizzaro ha inoltre assicurato piena collaborazione alla magistratura impegnata negli accertamenti.
Sulla vicenda è intervenuto anche Maurizio Attanasio, segretario generale della CISL di Catania, che ha definito quanto accaduto «l’ennesimo episodio gravissimo».
Il sindacato ha espresso cordoglio alla famiglia della donna e solidarietà ai lavoratori coinvolti, chiedendo un maggiore controllo degli accessi, servizi di vigilanza adeguati e protocolli più chiari per affrontare le situazioni di tensione negli ospedali.
Saranno adesso gli accertamenti a chiarire sia le circostanze della morte della 40enne sia quanto realmente accaduto nei concitati momenti successivi alla comunicazione del decesso.
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