“Basta con i sotterfugi: la scelta del taglio alle indennità dev’essere di tutti”
In consiglio monta la polemica sulla delibera che deciderà dell’azzeramento dei gettoni di presenza: “Un fatto che non può essere dei singoli”, spiegano Faranda, Mannino, Rau e Valore. Che rilanciano (ri)proponendo la mozione di sfiducia al primo cittadin
95047.it C’è da fare quadrare il Bilancio. E intanto che si prova a venirne a capo, in queste ore si consuma l’ultima faida di sorta all’interno del consiglio comunale. La questione sta tutta nella richiesta di azzerare le indennità dei trenta rappresentanti di Palazzo Alessi. Mercoledì sera in consiglio si è risolto tutto in un nulla di fatto: ci si è riaggiornati a lunedì quando lo scontro si annuncia definitivo. La vicenda è semplice (si fa per dire): i consiglieri Faranda, Mannino, Rau e Valore hanno proposto l’azzeramento dei gettoni di presenza nell’intento di recuperare una parte delle somme da destinare al Bilancio di Previsione. Ma, su questo punto, si è innescato il corto circuito. Nelle ore precedenti il Segretario comunale aveva, infatti, lasciato intendere a chiare lettere che una decisione di questo tipo risulterebbe essere personale e non collegiale. E, sempre lunedì sera, si era proposto un emendamento che va in questa direzione.
I quattro consiglieri hanno prodotto il regolamento dei lavori del consiglio e la norma che detta la materia legata all’indennità per dimostrare la validità delle loro affermazioni. Per la cronaca, sempre nella seduta di mercoledì sera, ha rifatto capolino la mozione di sfiducia nei confronti del primo cittadino.
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