BRONTE. Legalità e sicurezza sul lavoro: intervento coordinato dei Carabinieri porta a 3 denunce
bronte Si tratta di un 46enne residente a Grammichele, di un 37enne residente a Biancavilla e di una donna di 29 anni residente a Scordia,
Nell’ambito di controlli straordinari finalizzati alla prevenzione e repressione delle violazioni in materia di lavoro, previdenza e assistenza sociale, i Carabinieri della Stazione di Bronte, con il supporto del Nucleo Ispettorato del Lavoro NIL di Catania e del Gruppo Tutela del Lavoro di Palermo, hanno denunciato 3 titolari di imprese edili operanti nel territorio, ferma restando la presunzione di innocenza valevole ora e fino a condanna definitiva.
Si tratta di un 46enne residente a Grammichele, di un 37enne residente a Biancavilla e di una donna di 29 anni residente a Scordia, ritenuti responsabili, a vario titolo, sulla base degli indizi raccolti da verificare in sede giurisdizionale, di gravi violazioni della normativa in materia di sicurezza sui luoghi di lavoro.
In particolare, è stato accertato che i lavoratori dipendenti non erano stati adeguatamente formati sui rischi connessi all’attività lavorativa, come previsto dal Decreto Legislativo 81/2008, norma fondamentale che impone al datore di lavoro di garantire una preparazione specifica e aggiornata per prevenire infortuni e incidenti. È emersa, inoltre, l’omessa sottoposizione dei lavoratori alle visite mediche obbligatorie, che tutela la salute dei dipendenti attraverso il monitoraggio delle loro condizioni fisiche in relazione alle mansioni svolte.
Ulteriori irregolarità hanno riguardato la mancata installazione di un idoneo impianto elettrico di cantiere, fondamentale contro i rischi di natura elettrica, particolarmente rilevanti nei cantieri edili.
Nel corso dell’attività ispettiva i Carabinieri hanno, dunque, accertato che le tre imprese erano tutte irregolari e su 8 lavoratori trovati all’opera, ben 5 erano impiegati in nero.
Per una delle ditte, infatti, è stato adottato un provvedimento di sospensione dell’attività imprenditoriale, avendo impiegato esclusivamente lavoratori non regolarmente assunti e avendo violato le norme sulla sicurezza, con l’applicazione di una sanzione amministrativa pari a 5.500 euro.
Sono state inoltre contestate maxi sanzioni per l’impiego di lavoratori in nero per un importo complessivo di 9.750 euro, elevate 9 ammende per violazioni in materia di sicurezza per un totale di 12.600 euro e recuperati contributi previdenziali INPS per circa 3.500 euro.
I controlli svolti testimoniano l’importanza dell’azione congiunta tra l’Arma dei Carabinieri e gli organi specializzati nella tutela del lavoro, volta a contrastare il fenomeno del lavoro sommerso e a garantire condizioni di sicurezza adeguate, a tutela non solo dei lavoratori ma anche della legalità e della concorrenza leale nel settore edilizio.
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