BUFERA SUL TWEET DI TOTI: “MUOIONO ANZIANI, NON SONO INDISPENSABILI”

Il presidente della Regione Giovanni Toti definisce “non indispensabili” gli anziani in pensione in un post sui social e divampa furiosa la polemica.Lo “scivolone” comunicativo è andato in scena quest...

A cura di Redazione Redazione
01 novembre 2020 14:19
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Il presidente della Regione Giovanni Toti definisce “non indispensabili” gli anziani in pensione in un post sui social e divampa furiosa la polemica.
Lo “scivolone” comunicativo è andato in scena questa mattina, nel consueto appuntamento social del presidente della Liguria. Tornando sul tema delle misure anti coronavirus che potrebbero evitare il lockdown generalizzato, Toti ha scritto in un post una frase che ha scatenato un diluvio di proteste trasformando il post in uno dei trend topic a livello nazionale.
Il presidente della Regione Liguria ha definito gli anziani: “non indispensabili allo sforzo produttivo del Paese” compiendo quello che, in comunicazione istituzionale si definisce, ad essere benevoli, uno “scivolone”.
Immediata la reazione del pubblico sui social. Il post è stato infatti rilanciato su Facebook e Twitter da migliaia di persone che hanno commentato la frase in modo non proprio positivo.

“Per quanto ci addolori ogni singola vittima del #Covid19, dobbiamo tenere conto di questo dato: solo ieri tra i 25 decessi della #Liguria, 22 erano pazienti molto anziani. Persone per lo più in pensione, non indispensabili allo sforzo produttivo del Paese che vanno però tutelate.

BUFERA SUL TWEET DI TOTI: “MUOIONO ANZIANI, NON SONO INDISPENSABILI”
BUFERA SUL TWEET DI TOTI: “MUOIONO ANZIANI, NON SONO INDISPENSABILI”

Lo Staff del presidente della Regione Liguria ha anche risposto alle polemiche tentando di minimizzare e spiegare il “senso della frase” incriminata.
“Il senso di questo tweet, che appartiene a un ragionamento più ampio, è stato frainteso – scrive lo Staff comunicazione di Toti – I nostri anziani sono i più colpiti dal virus, sono persone spesso in pensione che possono restare di più a casa e essere tutelate di più”.
Una spiegazione che, però, non ha spento le roventi polemiche che continuano a “bruciare” sui social.