CATANIA, PESTATA DA COMPAGNO E SUOCERO DAVANTI AL FIGLIO MINORE

La Procura Distrettuale della Repubblica, nell’ambito di indagini a carico di un cingalese di anni 19 e del padre di anni 58, indagati entrambi per maltrattamenti in famiglia in concorso e – il primo...

A cura di Redazione Redazione
28 marzo 2021 15:41
CATANIA, PESTATA DA COMPAGNO E SUOCERO DAVANTI AL FIGLIO MINORE -
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La Procura Distrettuale della Repubblica, nell’ambito di indagini a carico di un cingalese di anni 19 e del padre di anni 58, indagati entrambi per maltrattamenti in famiglia in concorso e – il primo – per il reato di lesioni personali, ha richiesto ed ottenuto nei loro confronti la misura cautelare degli arresti domiciliari in abitazione diversa da quella familiare, eseguita dai Carabinieri della Stazione di Catania Piazza Verga.

Le indagini, coordinate dal pool di magistrati qualificati sui reati che riguardano la violenza di genere, hanno fatto luce su un caso di maltrattamenti perpetrati dai due uomini nei confronti della compagna del 19enne, commessi in presenza del figlio minore della coppia.

La donna, pur avendo patito nel corso degli anni di convivenza ogni sorta di vessazione, aveva tentato di ripristinare un dialogo con il compagno, tenuto conto, per un verso, della tenera età del figlio e dell’esigenza di ristabilire un rapporto pacifico con il di lui genitore. Tentativo reso vano dalle condotte prevaricatrici dei maltrattanti che hanno raggiunto l’apice lo scorso 20 gennaio quando era stata presa letteralmente a calci dal compagno, come peraltro mostrato agli investigatori in un video che la poveretta era riuscita a registrare tramite il proprio cellulare.

Tale aggressione aveva costretto la vittima a recarsi al pronto soccorso dove i sanitari le refertarono una contusione all’emitorace sinistro guaribile in una decina di giorni.

L’escalation della gravità dei comportamenti posti in essere dagli indagati, che avevano ormai minato la stabilità psicofisica della vittima, preoccupata soprattutto per il figlioletto, ha dato a quest’ultima la forza e il coraggio di denunciare i due uomini ai carabinieri i quali, compendiando i riscontri investigativi al magistrato titolare dell’indagine, hanno consolidato il quadro probatorio a loro carico consentendo al G.I.P. di emettere la misura cautelare.