Catania, sparatoria con tre minorenni feriti: cinque persone fermate per tentato omicidio

Catania, sparatoria con tre minorenni feriti: cinque persone fermate per tentato omicidio

A cura di Redazione Redazione
01 luglio 2026 08:35
Catania, sparatoria con tre minorenni feriti: cinque persone fermate per tentato omicidio -
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La Polizia di Stato di Catania, su disposizione della Procura Distrettuale della Repubblica, ha dato esecuzione ad un provvedimento di fermo del P.M., nei confronti di cinque soggetti ritenuti gravemente indiziati dei delitti di tentato omicidio, porto abusivo di armi e munizioni, aggravati dall’articolo 416 bis 1. co. 2 cp per aver commesso il fatto al fine di agevolare l’associazione mafiosa denominata clan “Cappello-Bonaccorsi” di cui quattro sono stati rintracciati a Floridia nel siracusano e due a Catania – e di uno per favoreggiamento aggravato.

Ripercorrendo i fatti, giova risalire alla serata dell’11 giugno scorso, quando, intorno alle ore 23:49, personale della Polizia di Stato è intervenuto nel quartiere di “San Giovanni Galermo”, perché era stata segnalata l’esplosione di diversi colpi di arma da fuoco. Sul posto non erano presenti i soggetti coinvolti, ma venivano recuperati numerosi bossoli vicino ad un chiosco ed una pistola nei pressi di un campetto di calcio.

Poco dopo i sanitari del Policlinico riferivano che si erano presentati tre soggetti di minore età feriti da colpi di arma da fuoco in diversi punti del corpo, di cui uno in condizioni più gravi, tuttora ricoverato al Cannizzaro.

In fase di sopralluogo, oltre al materiale balistico, venivano rinvenuti degli scooter uno dei quali presentava un foro verosimilmente prodotto dall’impatto di un proiettile.

Negli stessi momenti, una Gazzella dell’Arma dei Carabinieri della Compagnia di Gravina di Catania intercettava in via San Paolo, a Gravina di Catania, tre scooter con a bordo ciascuno due soggetti, travisati con passa montagna e targhe occultate. I militari ingaggiavano un inseguimento con uno dei motoveicoli e durante la fuga il passeggero, caduto dal mezzo, si disfaceva, lanciandolo in un terreno, di un oggetto rivelatosi poi essere una pistola, calibro 9×21 con colpo in canna, risultata oggetto di furto in abitazione.

L’uomo veniva trovato con indosso una protezione balistica improvvisata da libri, coperte e nastro isolante, tra loro assemblati.

Nel corso delle immediate attività di indagine condotte dalla Squadra Mobile, grazie alla disamina di videosorveglianza presenti nell’area teatro degli eventi, la polizia giudiziaria ricostruiva la dinamica dei fatti individuando un commando armato, composto da sei persone su tre motocicli, tra cui l’uomo arrestato, in quanto disfattosi dell’arma, tutte travisate, che, in prossimità della piazza, aveva iniziato a sparare i colpi di pistola in direzione dei giovani nella parte dello spiazzo adiacente il chiosco bar.

Nella circostanza, due dei giovani presenti sulla piazza, avvertiti dal sopraggiungere degli scooter da un ulteriore ragazzo che proveniva di corsa dai giardini pubblici, anziché fuggire, si erano portati verso la strada, appostati, impugnando delle pistole e preparandosi allo scontro.

In seguito uno dei due giovani armati, indietreggiando verso il parco, aveva esploso dei colpi in direzione dei soggetti a bordo degli scooter, finendo però per essere attinto dagli assalitori, mentre l’altro aveva cercato un riparo celandosi dietro il chiosco per poi sparare anch’egli verso i rivali a bordo dei motocicli, dopo che erano transitati.

Il primo dei giovani, che aveva ingaggiato il conflitto a fuoco ed era rimasto colpito insieme ad altri due, era costretto ad abbandonare una pistola semiautomatica, che veniva trovata all’interno del parco, in prossimità del marciapiede.

Grazie al raccordo informativo tra la Squadra Mobile e la Compagnia di Gravina di Catania, veniva arrestato nell’immediatezza l’uomo che si era disfatto della pistola, violando, tra l’altro, gli arresti domiciliari, ritenuto gravemente indiziato dei delitti di tentato omicidio premeditato in concorso, detenzione e porto di armi, ricettazione ed evasione, con l’aggravante di aver commesso il fatto al fine di agevolare l’associazione mafiosa denominata clan “Cappello-Bonaccorsi”.

L’analisi minuziosa delle immagini ha permesso, poi, alla Squadra Mobile, sempre nella stessa nottata del 12 giugno, di identificare ed arrestare il giovane minorenne che, dopo aver sparato ai soggetti sugli scooter, era stato attinto e costretto ad abbandonare la pistola. Il predetto, dopo essere stato dimesso dal nosocomio dove era stato ricoverato, è stato associato presso il C.P.A. ed al termine dell’udienza di convalida – in cui la Procura per i Minorenni ha formulato la richiesta di custodia in carcere – trasferito presso l’I.P.M. di Catania Bicocca.

L’analisi dei sistemi di videosorveglianza, seguita da attività di comparazione tecnica e da altri riscontri, ha consentito agli operatori della Squadra Mobile di addivenire anche all’identificazione del secondo soggetto che, dopo essersi nascosto dietro al chiosco bar, aveva sparato in direzione di quelli a bordo dei motocicli. A carico di quest’ultimo la Procura Distrettuale ha emesso un provvedimento di fermo, per i delitti di tentato omicidio porta abusi di armi e munizioni, aggravati dall’articolo 416 bis 1. Co 2 cp per aver commesso il fatto al fine di agevolare l’associazione mafiosa denominata clan “Cappello-Bonaccorsi”. Costui, dopo essersi reso irreperibile dopo gli eventi delittuosi, veniva rintracciato dalla Squadra Mobile lo scorso 17 giugno, in località San Giovanni Galermo e associato presso il carcere di Catania Bicocca.

Le successive indagini hanno consentito di accertare che alla base del conflitto a fuoco vi era una fibrillazione interna a due diverse componenti del clan “Cappello-Bonaccorsi“, per motivi non ancora chiariti, di cui si ricostruivano tutte le fasi antecedenti, concomitanti e successive al conflitto, riuscendo altresì a identificare i restanti cinque componenti del comando armato, fuggiti la notte del 12 giugno a bordo dei tre scooter.

Dall’incrocio di elementi tratti da escussioni testimoniali, intercettazioni telefoniche, ambientali e analisi del traffico telefonico, è stato possibile delineare i contorni del gravissimo episodio, risalendo all’identità dei cinque componenti del comando armato, che, subito dopo la sparatoria, si erano nascosti in alloggi di fortuna, prima ad Adrano, poi a Siracusa, a Giardini-Naxos e Catania, con l’ausilio di un factotum, anch’egli catanese, deputato a supportarli durante il periodo di totale inabissamento, nel corso del quale un ruolo preminente è stato svolto dal loro punto di riferimento detenuto, in carcere, che avrebbe ordinato, tra l’altro, il compimento di un sequestro di persona di un soggetto, non meglio identificato, disponendo modalità di attuazione attraverso l’uso di dispositivi delle forze dell’ordine e di parrucche così da simulare un ordinario controllo di Polizia.

Anche a carico di questi sei soggetti la Procura Distrettuale ha emesso un provvedimento di fermo, per i delitti di tentato omicidio, porta abusivo di armi e munizioni, favoreggiamento personale, aggravati dall’articolo 416 bis 1. Co 2 cp per aver commesso il fatto al fine di agevolare l’associazione mafiosa denominata clan “Cappello-Bonaccorsi”.

Dopo essere rientrati nel Capoluogo etneo, i componenti del comando la sera del 25 giugno, intorno alle ore 21:30, si spostavano, improvvisamente e senza preavviso, a Floridia nel siracusano.

Gli immediati approfondimenti, effettuati anche con il supporto tecnico di personale specializzato del Servizio Centrale Operativo, hanno permesso localizzare i componenti del gruppo di fuoco in una struttura ricettiva collocata all’ingresso di Floridia, raggiunta la notte del 26 giugno dai poliziotti della Squadra Mobile, dove, ad esito di irruzione, sono stati trovati e bloccati quattro componenti del commando. Contemporaneamente sono stati catturati altri due destinatari della misura a Catania, uno nell’abitazione della compagna ed un altro (il factotum), intercettati in strada.

Nel contesto esecutivo si è proceduto a perquisizioni domiciliari, rinvenendo presso l’abitazione a Catania di uno dei destinatari di fermo, sul comodino, una pistola calibro 6,35, oggetto di furto, munita di caricatore con cinque cartucce, per la cui condotta il predetto è stato altresì arrestato in flagranza per il reato di detenzione abusiva di arma comune da sparo.

Nel medesimo ambito operativo sono stati sequestrati uno dei tre scooter utilizzati la sera dell’11 giugno, durante l’azione criminosa e i dispositivi telefonici in uso ai destinatari del provvedimento.

Ultimati gli atti di rito, i due soggetti rintracciati a Catania sono stati tradotti presso il carcere di Bicocca, mentre gli altri quattro, tratti in arresto a Floridia, sono stati tradotti presso la Casa Circondariale di Cavadonna a Siracusa.

Ad esito delle udienze di convalida, tenutesi a Siracusa e a Catania, i competenti Giudici per le Indagini Preliminari hanno convalidato il fermo e emesso la misura della custodia cautelare in carcere per tutti e cinque i componenti del commando, fuorché per il sesto destinatario del fermo (quello fermato per favoreggiamento aggravato), il cui provvedimento non è stato convalidato, pur essendo stata disposta a suo carico la misura custodiale degli arresti domiciliari, essendo stata riconosciuta la sussistenza di gravi indizi solo per favoreggiamento semplice.