Il coraggio di denunciare: condannati i referenti dei Santapaola a Paternò

Per circa 12 anni un imprenditore paternese è stato vessato dai suoi aguzzini che gli imponevano il pizzo. La ribellione e la condanna della Corte di Cassazione

19 aprile 2016 07:44
Il coraggio di denunciare: condannati i referenti dei Santapaola a Paternò -
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95047.it Dodici anni di vessazioni, imposizioni del pizzo e angherie. Alla fine, la denuncia coraggiosa che ha portato alla sbarra i suoi aguzzini. L’8 marzo del 2013 l’arresto dei suoi estortori: infine, la sentenza definitiva della Corte di Cassazione che ha condannato i cinque che imponevano il pizzo. In un clima di terrore. In un atteggiamento di supponenza. Umiliando chi prova a lavorare prima ancora che gli uomini stessi. 
Si è chiusa, dunque, con una raffica di condanne la vicenda che ha visto coinvolto l’imprenditore paternese Carmelo Reitano sottoscacco per oltre un decennio dei referenti dei Santapaola a Paternò.

LE CONDANNE. Domenico Assinnata 2 anni (in continuazione con altre sentenze);
Salvatore Chisari 5 anni e 3.300 euro di multa;
Giuseppe Fioretto 6 anni e 4 mesi e 5.400 mila euro; 
Rosario Indelicato 9 anni e 8 mesi e 8400 euro di multa;
Pietro Puglisi 6 anni e 2 mesi; 
Giovanni Messina 3 anni e 2 mesi.

La Suprema Corte ha confermato le pene comminate al termine del processo d’appello, rigettando i ricorsi della difesa. Nel processo si erano costituite come parti civile oltre all'imprenditore anche l'Asaae, la Fai, il Comune di Paternò e di Catania e l'ex provincia.
Nel corso di svolgimento del processo, la difesa aveva pure tentato di fare passare l’imprenditore come persona collusa: un evidente strategia per cercare di far guadagnare la libertà ai suoi persecutori. “I giudici non hanno creduto affatto a questa tesi difensiva disperata”, racconta il difensore di Reitano, il legale Enzo Faraone.

Condanne che danno la percezione che, nonostante tutto, lo Stato esiste ancora. E che da respiro ai tanti, troppi, commercianti che vivono ancora e quotidianamente sotto il cappio delle estorsioni.