Crateri Silvestri, il sindaco Carlo Caputo rompe il silenzio: “L’Etna non è un affare locale, ma un patrimonio universale”

In merito alla questione della gestione dei Crateri Silvestri sull'Etna, che ha assunto notevole rilevanza mediatica a livello internazionale nelle ultime settimane, interviene Carlo Caputo, nella sua...

A cura di Redazione Redazione
21 ottobre 2025 18:26
Crateri Silvestri, il sindaco Carlo Caputo rompe il silenzio: “L’Etna non è un affare locale, ma un patrimonio universale” -
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In merito alla questione della gestione dei Crateri Silvestri sull'Etna, che ha assunto notevole rilevanza mediatica a livello internazionale nelle ultime settimane, interviene Carlo Caputo, nella sua doppia veste di Sindaco di Belpasso (Comune il cui territorio ricade nel Parco dell'Etna) e di ex Presidente del medesimo Ente Parco.

“L'Etna non è un affaire di noialtri, ma un patrimonio universale. Il mondo ci osserva e questo ci impone una responsabilità maggiore. Ho atteso prima di intervenire sulla questione, sperando in azioni risolutive, ma ho riscontrato solo risposte e iniziative troppo timide rispetto all’importanza della vicenda”, dichiara il sindaco.

Caputo ricorda come, già durante il suo mandato alla presidenza dell'Ente, il Parco avesse affrontato tentativi di regolamentazione dell'area.

“Un primo intervento del privato durante l'emergenza COVID, volto a installare paletti e pannelli, fu oggetto di richiesta di autorizzazione. La risposta del Parco fu negativa, con la motivazione che i Silvestri non necessitavano di regolamentazione degli accessi.

Successivamente, fu presentata una nuova iniziativa per un laboratorio all'aperto, che includeva nuovamente la regolazione degli accessi. Il progetto fu presentato, ma il mio incarico si concluse. Per quanto di mia conoscenza, quel progetto rimase non esaminato e quindi non approvato", precisa Caputo.

Il punto centrale dell'intervento di Caputo riguarda l'attuale inerzia delle autorità competenti di fronte a quella che definisce una "presunta attività abusiva".

“Ciò che desta maggiore perplessità è l'assenza di azioni amministrative immediate. È noto che ogni attività economica esercitata in un'area parco non può prescindere dal preventivo ed obbligatorio parere vincolante dell'Ente Parco, parere che ad oggi risulta inesistente. Inoltre, è anche necessario verificare tutti gli aspetti urbanistici e autorizzativi essenziali, quali parcheggi e piani di sicurezza, indispensabili per l'esercizio di qualsiasi attività economica”, continua.

Guardando alle possibili soluzioni future, il Sindaco di Belpasso pone un presupposto imprescindibile: “Se i Crateri Silvestri devono rimanere di proprietà privata, si può considerare un ticket d'ingresso, ma questo deve essere concesso solo in cambio di un servizio reso effettivo e tangibile per il visitatore. Inoltre, deve assolutamente essere garantito il mantenimento di un percorso di accesso e passaggio gratuito per tutti. Il Parco, nella sua autorità di ente autorizzatorio, ha la piena possibilità di conciliare l'interesse della proprietà privata con il preminente interesse pubblico.”

Il sindaco suggerisce poi ulteriori e decisive strategie per la gestione futura del sito vulcanico.

“Una delle opzioni da considerare è la ripresa dell'acquisizione dell'area tramite esproprio per pubblica utilità. È fondamentale procedere con urgenza, poiché il valore del sistema vulcanico — che per oltre un secolo è stato di libero accesso — è destinato a un inevitabile incremento economico a seguito dell'introduzione del conteggio degli ingressi e della conseguente "quantificazione" della sua attrattiva. Non credo sia impossibile, in vista dell'imminente Legge di Stabilità regionale, reperire le risorse finanziarie necessarie a tale operazione.

Parallelamente, si può anche esplorare una seconda ipotesi, potenzialmente più complessa, ma assolutamente percorribile legalmente, e cioè il riconoscimento dell'uso pubblico dell'area. Data la libera fruizione protrattasi per oltre un secolo, questa strategia mira a far valere l'interesse collettivo e la consuetudine per garantire la futura accessibilità del sito.

Si può e si deve agire, ma non domani, già oggi”, conclude il sindaco.