Due anni senza Santo

E’ stato unico. Ha lasciato segni di sé ovunque nell’imminenza del viaggio. Nella sua valigia ha messo le sue spoglie di uomo mortale e le ha conservate quasi inconsapevolmente per una città che ha amato lasciandole in eredità un libriccino di istruzioni

01 marzo 2016 18:14
Due anni senza Santo -
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95047.it Anche i giornalisti invecchiano e provano a diventare uomini. Arrivando a capire che non importa solo quello che si scrive, ma anche quello che si vive e che li rende ricchi di una dote inestimabile nel bene e nel male. Ti hanno sempre detto che devi tenere ben distante il rapporto umano e di amicizia da quello professionale. Eppure, gli incontri e le esperienze non si dimenticano. Cresci e pian piano ti vengono addosso facce, spezzoni e sentimenti che riconsideri con tenerezza. Ricordi tutto. Ogni cosa.
E, allora, può anche accadere che ti colpisca forte come un pugno nello stomaco, in questo tempo di corvi e lupi, l’assenza di un portatore di luce e carisma come Santo Parisi. Domani saranno due anni che Santo non c’è più.

Santo è stato unico. Ha lasciato segni di sé ovunque nell’imminenza del viaggio. Nella sua valigia ha messo le sue spoglie di uomo mortale e le ha conservate quasi inconsapevolmente per una città che ha amato lasciandole in eredità un libriccino di istruzioni per l’eternità. Quello di chi non ha voluto mai tirarsi indietro. Di chi è stato istrione nell’insegnarci perchè il Carnevale sia cultura e del perchè avremmo dovuto preservarlo e custodirlo con avida gelosia come un patrimonio inestimabile.

Santo era detentore della grazia del tempo che non ti uccide: quella ti salva sempre. Della gentilezza del tempo: quella che non cura le ferite subito ma le cicatrizza dolcemente fino a lasciarti un piacevole retrogusto agrodolce in qualche zona dell'anima. Ci eravamo conosciuti in giorni ormai lontani: il giovanissimo e timido cronista spiazzato dall’accento volutamente “meneghino”. Ma chi non conosceva Santo?

Anche i giornalisti invecchiano. E forse è pure vero che esiste una luce che ci sorveglia e guida i nostri passi. E forse è pure vero che Santo non ci ha mai lasciati soli da quella domenica (guardacaso di Carnevale) che non dimenticheremo. Il giorno di Santo che non è mai andato via.