E la Grossi si trasferì ad Asti (ci sarebbe da ridere se non ci fosse da piangere)

Giusto il tempo di chiudere il Punto nascite di Paternò ed elemosinare qualche centinaio di migliaio di euro

A cura di Redazione Redazione
28 aprile 2015 13:17
E la Grossi si trasferì ad Asti (ci sarebbe da ridere se non ci fosse da piangere) -
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95047.it Nominata appena lo scorso 2 febbraio dopo che al suo posto vi era stato un commissario durato da Natale a Santo Stefano. Nemmeno tre mesi di insediamento ed il direttore generale dell'Asp 3 di Catania, Ida Grossi, fa le valige e si avvicina a casa (lei è genovese): si insedierà a massimo dirigente dell'Asp di Asti (in Piemonte). Nemmeno una decina di giorni fa, la avevamo incontrata nel corso della conferenza stampa tenutasi a all'ospedale "Santissimo Salvatore" di Paternò. La Grossi deve ufficialmente accettare l'incarico ma pare che la cosa sia ormai fatta. E' così che la sanità segue i suoi programmi dalle nostre parti.

Dunque, l'Asp 3 ricomincia daccapo. Occorrerà, adesso, capire se la Regione nominerà un commissario (sarebbe l'ennesimo) oppure un direttore generale. Un interregno quello di Ida Grossi durato giusto il tempo di chiudere il Punto nascite di Paternò ed elemosinare qualche centinaio di migliaio di euro per la ristrutturazione di una struttura che - lo ripetiamo all'infinito - senza i lavori di messa in sicurezza è destinata a cadere tra qualche anno definitivamente nell'oblio. Ma le vere responsabilità stanno a monte: con una politica regionale che ha tagliato fuori la città anche per via di una classe dirigente locale incapace di far valere le proprie ragioni sui tavoli delle trattative che contano.