ETNA, 40 ANNI FA: IL DRAMMA DI RANDAZZO, IL RICORDO DELL'INGV

Poco dopo l’ora di pranzo del 17 marzo, ad una quota di 2625-2500 m, iniziano ad aprirsi fratture nel versante nord dell’Etna. Ha inizio una delle più drammatiche e distruttive eruzioni dell’Etna degl...

A cura di Redazione Redazione
18 marzo 2021 15:52
ETNA, 40 ANNI FA: IL DRAMMA DI RANDAZZO, IL RICORDO DELL'INGV -
Condividi

Poco dopo l’ora di pranzo del 17 marzo, ad una quota di 2625-2500 m, iniziano ad aprirsi fratture nel versante nord dell’Etna. Ha inizio una delle più drammatiche e distruttive eruzioni dell’Etna degli ultimi secoli. Un evento che sarà di brevissima durata e che si svilupperà con una dinamica insolitamente violenta e rapida. L’evento fu osservato e studiato dai vulcanologi dell’Università di Catania e dell’Istituto Internazionale di Vulcanologia, istituto che è confluito nell’attuale Osservatorio Etneo dell’INGV.

In soli due giorni, le colate laviche inondano e devastano boschi, terreni coltivati, vigneti, casolari e abitazioni; tagliano strade, ferrovie, travolgendo le linee telefoniche ed elettriche. Per poco le colate non raggiungono la cittadina di Randazzo e il vicino borgo di Montelaguardia. Si sfiorò quanto accaduto nel 1928, quando il paese di Mascali fu quasi completamente distrutto da una colata lavica. Eruzioni di questo tipo rappresentano uno degli scenari più estremi per la regione etnea, soprattutto nel caso in cui dovessero colpire i settori più densamente popolati sui fianchi sud e sud-est.

Alle ore 13:37 del 17 marzo 1981, un sistema di fessure eruttive comincia ad aprirsi a quote comprese tra 2625 e 2500 m sul versante settentrionale dell’Etna. Accompagnate da fontane di lava ed occasionali esplosioni freatomagmatiche causate dall’interazione fra il magma incandescente e la spessa coltre di neve presente sul vulcano, vengono emesse diverse colate laviche di piccola entità. Nel frattempo il sistema di fratture eruttive continua a propagarsi verso NNW, in direzione della città di Randazzo.

Nella serata del 17 marzo si apre una frattura a quota 1800 m slm, dalla quale una voluminosa colata lavica comincia ad avanzare molto rapidamente verso nord, minacciando l’abitato di Montelaguardia, a pochi chilometri a est di Randazzo

In poche ore, la colata principale distrugge dozzine di case di campagna e terreni coltivati e taglia tutte le vie di comunicazione: i binari delle Ferrovie di Stato e della Ferrovia Circumetnea, la S.S. 120 e diverse altre strade. Interrompe le linee elettriche e telefoniche, lasciando Randazzo al buio ed isolata. Rallentando, la colata raggiunge l’alveo del fiume Alcantara dove si ferma senza aver toccato il fiume stesso, ad una distanza di 7.5 km dalle bocche eruttive.

Infine, l’eruzione comincia a perdere forza, e la colata che sta minacciando Randazzo rallenta. Per alcuni giorni (fino al 23 marzo) continua una debole attività stromboliana alle bocche poste a quota 1250-1115  Le emissioni alimentano scarsamente la colata in direzione di Randazzo che finalmente si arresta a 2 km dall’abitato il giorno 23 marzo.

LINK