Etna, aggiornamento INGV: «Impossibile prevedere quando finirà». Colata arrivata a quota 1365 m
L’INGV conferma attività effusiva ancora in corso, cenere verso Sud e tremore vulcanico su valori elevati e in graduale aumento.
L’attività dell’Etna prosegue e, al momento, non è possibile stabilire quando terminerà l’eruzione in corso. A chiarirlo è Stefano Branca, direttore del Dipartimento Vulcani dell’INGV, intervenuto sull’evoluzione dell’attuale fase eruttiva.
Secondo Branca, attraverso i sistemi di monitoraggio è possibile individuare i segnali che precedono una ripresa dell’attività vulcanica e seguirne successivamente l’evoluzione, ma non è possibile prevedere con certezza quando un’eruzione si concluderà.
L’attività attuale è iniziata alla fine di giugno ed è stata preceduta da segnali rilevati dagli strumenti dell’Istituto. Gli esperti possono quindi valutare, momento per momento, se il fenomeno tende ad aumentare, diminuire oppure mantenersi stabile.
Branca ha inoltre ricordato che fasi eruttive di questo tipo non rappresentano una novità per il vulcano siciliano. Negli ultimi decenni l’Etna ha infatti attraversato numerosi periodi caratterizzati da attività esplosiva ed effusiva anche molto intensa.
L’attenzione resta però alta soprattutto alla luce dell’ultimo aggiornamento diffuso dall’Osservatorio Etneo dell’INGV.
Tremore vulcanico elevato e in graduale aumento
Nel nuovo bollettino l’Istituto conferma che prosegue l’attività effusiva dalle bocche situate a 2750, 2090 e 1900 metri di quota.
I fronti delle colate alimentate dalla bocca di quota 2360 metri risultano invece in raffreddamento.
Alle ore 11:00 UTC, il fronte attivo più avanzato riconducibile alla bocca di quota 1900 metri si trovava a circa 1365 metri di quota, nei pressi di Rocca Capra, nella Valle del Bove.
Continua inoltre, con intensità variabile, l’attività esplosiva del cratere Voragine, accompagnata da emissioni di cenere che vengono disperse in direzione Sud.
Particolare attenzione viene riservata al tremore vulcanico. L’ampiezza media resta infatti su valori elevati e, secondo l’INGV, presenta una chiara e graduale tendenza all’incremento.
La sorgente del tremore è localizzata nell’area del cratere Voragine, a circa 3000 metri sul livello del mare.
L’attività infrasonica è invece tendenzialmente in diminuzione e si mantiene attualmente su valori medi. Non vengono infine segnalate variazioni significative nei parametri relativi alle deformazioni del suolo.
Il bollettino INGV
«L'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, Osservatorio Etneo, comunica che dalle immagini delle telecamere di videosorveglianza e dai sopralluoghi effettuati da personale INGV-OE, si evidenzia che prosegue l'attività effusiva dalle bocche eruttive di quota 2750 m, 2090 m (rif. comunicato dell'11 agosto, ore 10:41 UTC) e 1900 m (rif. comunicato del 10 agosto, ore 22:25 UTC).
I fronti delle colate alimentate dalla bocca di quota 2360 m appaiono in raffreddamento. I fronti attivi più avanzati, alle ore 11:00 UTC riconducibili alla bocca di quota 1900 m, si attestavano ad una quota di 1365 m, in prossimità di Rocca Capra (Valle del Bove).
Persiste, ad intensità variabile, l'attività esplosiva del cratere Voragine con emissione di cenere che si disperde in direzione Sud.
Dal punto di vista sismico, rispetto all'ultimo aggiornamento, l'ampiezza media del tremore vulcanico non mostra variazioni significative e si mantiene su valori elevati, con una chiara e graduale tendenza all'incremento. Il centroide delle sorgenti del tremore risulta localizzato nell'area del cratere Voragine ad una quota di circa 3000 m sopra il livello del mare.
Dalle prime ore di oggi l'attività infrasonica è tendenzialmente in diminuzione ed allo stato attuale si attesta nel livello medio, con eventi generalmente di ampiezza media, principalmente localizzati nell'area del cratere Voragine.
I segnali delle stazioni di monitoraggio delle deformazioni del suolo non mostrano variazioni di particolare rilievo rispetto a quanto già comunicato in precedenza.
Ulteriori aggiornamenti verranno tempestivamente comunicati».
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