Etna, intensa attività alla Voragine: nuova bocca eruttiva in Valle del Bove e colate fino a quota 1850 metri
Prosegue l’attività esplosiva del vulcano. Attive almeno tre bocche tra Voragine e Cratere di Sud-Est. Una nuova frattura eruttiva si è aperta nei pressi di Monte Rittmann, accompagnata da due modesti flussi piroclastici.
L’Etna continua a mostrare una fase di intensa attività eruttiva. Secondo quanto comunicato dall’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia – Osservatorio Etneo, i sopralluoghi effettuati dal personale INGV e l’analisi delle immagini delle telecamere di videosorveglianza hanno confermato, nella giornata di oggi, il proseguimento dell’intensa attività esplosiva al cratere Voragine.
L’attività è caratterizzata dall’alternanza di fasi di maggiore e minore intensità. Le esplosioni vengono prodotte da almeno tre bocche ubicate nell’area compresa tra il cratere Voragine e il Cratere di Sud-Est.
Prosegue la colata dalla Valle del Leone
Rimane attiva anche la bocca eruttiva apertasi il 7 agosto in Valle del Leone, ad una quota di circa 2.750 metri.
La bocca continua ad alimentare un articolato campo lavico. Il fronte più avanzato della colata, dopo aver oltrepassato Monte Simone, intorno alle 10:30 UTC si trovava ad una quota di circa 1.850 metri sul livello del mare.
Nuova bocca eruttiva in Valle del Bove
Un’ulteriore novità è stata registrata questa mattina. Alle 09:28 UTC si è infatti aperta una nuova bocca eruttiva in Valle del Bove, nei pressi di Monte Rittmann, ad una quota di circa 2.360 metri.
L’apertura della nuova bocca è stata accompagnata dalla formazione di due modesti flussi piroclastici, generati dal collasso e dalla rapida mobilizzazione del materiale incoerente interessato durante la formazione della bocca eruttiva.
Anche questa nuova apertura sta alimentando un campo lavico. Il fronte più avanzato, intorno alle 11:00 UTC, si era attestato ad una quota di circa 2.100 metri.
Tremore vulcanico su valori alti
Dal punto di vista sismico, il tremore vulcanico continua a mantenersi nella fascia dei valori alti. La sorgente viene localizzata in corrispondenza del cratere Voragine, ad una quota di circa 3.000 metri sul livello del mare.
Gli eventi infrasonici risultano inoltre leggermente aumentati sia nel numero sia nell’energia e vengono localizzati anch’essi in corrispondenza del cratere Voragine.
Le reti di monitoraggio GNSS e clinometriche non evidenziano al momento variazioni significative.
Le stazioni sommitali della rete clinometrica continuano tuttavia a registrare il cambio di tendenza iniziato il 6 agosto e già segnalato nei precedenti comunicati. La variazione massima registrata è pari a circa 5,7 microradianti presso la stazione Cratere del Piano.
L’Etna resta dunque in una fase di intensa attività, costantemente monitorata dall’Osservatorio Etneo dell’INGV.
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