Etna, nuova fase effusiva in corso: il fronte lavico avanza tra quota 2700 e 2750 metri

Nessuna attività esplosiva al Cratere Voragine. Tremore vulcanico stabile su valori medi secondo l’ultimo aggiornamento dell’INGV

A cura di Redazione Redazione
29 giugno 2026 22:53
Etna, nuova fase effusiva in corso: il fronte lavico avanza tra quota 2700 e 2750 metri -
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Continua l’attività effusiva sull’Etna, alimentata da una bocca situata a circa 3030 metri sul livello del mare. Secondo quanto comunicato dall’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, Osservatorio Etneo, il fronte lavico più avanzato si attesta attualmente tra quota 2750 e 2700 metri.

Dall’ultimo aggiornamento del 27 giugno non viene osservata attività esplosiva al Cratere Voragine. Un dato importante, monitorato costantemente dagli esperti dell’INGV, che nelle ultime 48 ore hanno registrato un’ampiezza media del tremore vulcanico stabile su valori medi.

Il centroide delle sorgenti del tremore resta localizzato nell’area del Cratere Voragine, a circa 3000 metri di quota. Anche l’attività infrasonica si mantiene su un livello medio, sia per numero di eventi sia per energia, con sorgenti individuate al Cratere di Nord-Est.

Al momento non vengono segnalate variazioni significative nelle stazioni di monitoraggio delle deformazioni del suolo. La situazione resta comunque sotto osservazione da parte dell’INGV, che continua a seguire l’evoluzione dell’attività vulcanica attraverso la rete di monitoraggio e le osservazioni di campagna.

Il comunicato dell’INGV

L'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, Osservatorio Etneo, comunica che, da
osservazioni di campagna svolte da personale INGV, continua l'attività effusiva
alimentata da una bocca posta a 3030 m. slm; attualmente il fronte più avanzato si
attesta ad una quota stimata tra 2750 e 2700 m slm. Dall'ultimo comunicato di
aggiornamento del 27 giugno, non si osserva attività esplosiva al Cratere Voragine.
Nelle ultime 48 ore l'ampiezza media del tremore vulcanico si è mantenuta stabile, su
valori medi. La localizzazione del centroide delle sorgenti del tremore permane nell'area
del cratere Voragine, a una quota di circa 3000 metri al di sopra del livello medio del
mare. L'attività infrasonica si attesta attualmente su un livello medio, sia in termini di
numero di eventi sia di energia, con sorgenti localizzate al Cratere di Nord-Est.
Non si rilevano variazioni significative nelle serie temporali delle stazioni di
monitoraggio delle deformazioni del suolo.