Etna, palloni aerostatici a Bocca Nuova per studiare la nube vulcanica

INGV, Università di Ginevra e Max Planck Institute insieme per misurare gas e particelle nel plume vulcanico

A cura di Redazione Redazione
07 agosto 2026 16:44
Etna, palloni aerostatici a Bocca Nuova per studiare la nube vulcanica -
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Nei giorni scorsi si è svolta sull’Etna una campagna di misurazioni che ha visto la collaborazione tra l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV), l’Università di Ginevra e il Max Planck Institute.

L’iniziativa, rientrante tra le attività del progetto istituzionale INGV VT-CLAIM, ha avuto l’obiettivo di sperimentare metodologie all’avanguardia per lo studio in situ dei fenomeni vulcanici, attraverso la stima diretta di gas e particelle all’interno della nube eruttiva, il cosiddetto plume.

Le misurazioni al cratere di Bocca Nuova

L’elemento caratterizzante dell’esperimento, condotto presso il cratere centrale di Bocca Nuova, è stato l’impiego di una flotta coordinata di palloni aerostatici.

I palloni di grande taglia sono stati equipaggiati con sonde multiparametriche per il monitoraggio continuativo di anidride solforosa, anidride carbonica, idrogeno solforato e particolato.

I palloni di piccole dimensioni, invece, sono stati impiegati per la prima volta in modo simultaneo all’interno di un plume attivo, con l’obiettivo di verificare la fattibilità di una tomografia 3D della nube vulcanica e comprenderne la struttura spaziale.

I dati, trasmessi in tempo reale alla stazione di terra, offrono indicazioni fondamentali per affinare i modelli eruttivi e migliorare la valutazione e la riduzione del rischio vulcanico.

Il supporto della Protezione Civile regionale

La complessa operazione in quota è stata resa possibile grazie al supporto logistico fornito dal Dipartimento Regionale della Protezione Civile della Sicilia.

Per consentire il gonfiaggio dei palloni aerostatici ad alta quota, il DRPC ha messo a disposizione un automezzo Mitsubishi Pick-up.

Il veicolo ha consentito di trasportare in totale sicurezza le bombole di elio fino all’area dei crateri sommitali, garantendo il rispetto delle normative vigenti sul trasporto di merci pericolose, ADR 2025 e Direttiva TPED 2010/35/UE.

L’INGV ha espresso vivo apprezzamento per la collaborazione e la sensibilità istituzionale dimostrata dal DRPC Sicilia, rivolgendo un ringraziamento al dirigente generale, ingegnere Salvatore Cocina, ai dirigenti Giuseppe La Rosa, del Servizio S.11, Salvatore Beninato, del Servizio S.7, Arcangela Le Pira, dell’Area A04, all’architetto Arcangelo Ruffino e a Laura Vescovi.

Una sinergia tra enti di ricerca e strutture regionali di Protezione Civile che conferma una collaborazione divenuta, negli anni, sempre più consolidata, nell’ottica della sicurezza e della resilienza delle comunità.