Etna, si ferma l’eruzione alla Voragine: l’INGV conferma la fine dell’attività

Il tremore vulcanico resta su valori bassi. Nessun segnale di attività eruttiva rilevato ai crateri sommitali dalle telecamere di sorveglianza

A cura di Redazione Redazione
08 luglio 2026 09:19
Etna, si ferma l’eruzione alla Voragine: l’INGV conferma la fine dell’attività - FOTO https://www.radiotouring.eu/webcam/Radio_Touring_Etna.jpg
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L’attività eruttiva del cratere Voragine dell’Etna si è conclusa. A comunicarlo è stato l’Osservatorio Etneo dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, nel bollettino diffuso nella serata di ieri, martedì 7 luglio 2026, alle ore 23:27.

Secondo quanto riportato dall’INGV, l’analisi delle immagini provenienti dalle telecamere di sorveglianza non ha evidenziato segnali riconducibili a fenomeni eruttivi nell’area dei crateri sommitali. Non sono state infatti rilevate incandescenze né anomalie termiche.

Nel comunicato viene inoltre specificato che l’ampiezza media del tremore vulcanico continua a mantenersi su valori bassi. Il centroide delle sorgenti del tremore risulta localizzato a est del cratere Voragine, a un’elevazione compresa tra i 2.500 e i 2.800 metri sul livello del mare.

Anche l’attività infrasonica si mantiene su un livello basso ed è localizzata al Cratere di Nord-Est.

L’Osservatorio Etneo segnala inoltre alcune variazioni nei dati registrati dalla strumentazione di monitoraggio. La stazione clinometrica sommitale ECP, dopo un leggero trend di recupero già indicato nel precedente comunicato, ha mostrato una variazione più repentina di circa 0,5 microradianti tra le 14:00 e le 17:30 UTC.

Il dilatometro DRUV, dopo una lenta compressione registrata nelle ore precedenti, ha accumulato circa 10 nanostrain dall’inizio della giornata del 7 luglio, mostrando poi una compressione più rapida di circa 30 nanostrain tra le 13:30 e le 17:00 UTC.

Entrambi i segnali, dopo le variazioni descritte, risultavano stabili fino alla stesura del bollettino.

La situazione resta quindi sotto costante osservazione da parte dell’INGV, attraverso il sistema di monitoraggio del vulcano.