Favara, ritrovato a circa 10 km dal centro abitato il corpo di Marianna Bello: si chiudono le ricerche dopo 19 giorni

Favara – Si sono concluse oggi, dopo 19 giorni, le ricerche di Marianna Bello, la 38enne scomparsa lo scorso 1° ottobre dopo essere stata travolta dalla corrente generata dall’accumulo delle acque pio...

A cura di Redazione Redazione
19 ottobre 2025 21:35
Favara, ritrovato a circa 10 km dal centro abitato il corpo di Marianna Bello: si chiudono le ricerche dopo 19 giorni -
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Favara – Si sono concluse oggi, dopo 19 giorni, le ricerche di Marianna Bello, la 38enne scomparsa lo scorso 1° ottobre dopo essere stata travolta dalla corrente generata dall’accumulo delle acque piovane in prossimità di Piazza della Libertà.

Il corpo senza vita della donna è stato ritrovato questa mattina lungo la sponda sinistra del fiume Naro, a circa 1,3 km dalla foce e a circa 10 km in linea d’aria dal centro abitato. Le operazioni di recupero, condotte dai Vigili del Fuoco, si sono rivelate particolarmente complesse per via della conformazione orografica e della fitta vegetazione dell’area.

Marianna Bello, madre di tre figli, era stata inghiottita da acqua e fango durante la violenta alluvione che aveva colpito Favara. Le ricerche erano proseguite senza sosta per quasi venti giorni, con la mobilitazione di squadre specializzate e volontari.

La svolta è arrivata questa mattina quando alcuni cacciatori, impegnati in una battuta, hanno notato il corpo lungo un canale di scolo tra Cannatello e Zingarello, che conduce al mare.

Sul posto sono intervenuti la Polizia di Stato, i Vigili del Fuoco e il personale sanitario del 118. L’area è stata transennata e chiusa per consentire le operazioni di recupero. Presente anche il pm di turno per coordinare le attività. I familiari, avvisati della tragica scoperta, hanno raggiunto il luogo per il riconoscimento ufficiale.

La scomparsa di Marianna aveva tenuto con il fiato sospeso un’intera provincia, che per giorni aveva pregato e sperato in un epilogo diverso. Proprio ieri la famiglia — con in testa la sorella e il marito — aveva lanciato un appello pubblico per il proseguimento delle ricerche, chiedendo di poter dare alla donna una degna sepoltura.

I familiari hanno inoltre annunciato la presentazione di un esposto alla Procura della Repubblica per accertare eventuali responsabilità, dall’allerta meteo di quel tragico 1° ottobre allo stato di manutenzione del convogliatore delle acque in cui Marianna è stata risucchiata.

Un dolore immenso per una tragedia che ha scosso profondamente tutta la comunità agrigentina.