FORTI BOATI SULL'ETNA, IL VULCANOLOGO BORIS BEHNCKE "NON SONO SEGNO DI PERICOLO"
Dai paesi alle pendici dell’Etna, inoltre, sono arrivate segnalazioni a proposito di boati, anche di forte intensità: si tratta di fenomeni consueti in caso del genereAttraverso il suo suo profilo soc...
Dai paesi alle pendici dell’Etna, inoltre, sono arrivate segnalazioni a proposito di boati, anche di forte intensità: si tratta di fenomeni consueti in caso del genere
Attraverso il suo suo profilo social è intervenuto a rassicurare il vulcanologo dell’INGV- Osservatorio Etneo Boris Behncke:
Giusto per calmare le anime: i boati che si sentono stamattina provenire dall'Etna non sono segno di pericolo, non sono evidenza di cose strane in profondità, e non sono nemmeno segno di eventi eruttivi particolarmente violenti. Sono fenomeni interamente superficiali, generati al contatto fra il magma che esplode e l'atmosfera. La rapida decompressione di una grossa bolla di gas in cima alla colonna magmatica nel condotto produce un'onda d'urto nell'atmosfera, la cui parte infrasonica - cioè il segnale acustico a bassissima frequenza, fra 0 e 20 Hertz, non udibile per l'orecchio umano - fa tremare tutto. Non ci vuole un'esplosione gigantesca per farlo, è il modo in cui avviene l'esplosione, la velocità di rilascio di energia.
Così, chi se ne ricorda (sono passati ormai 6 anni e mezzo, e la memoria generale sembra essere sempre più corta), avrà presente l'attività di luglio-agosto 2014 da due bocche apertesi sul fianco orientale del Cratere di Nord-Est? Quella attività per diverse settimane produceva boati a raffica, anche se era lontana da essere fra le più forti viste in quest'ultimo decennio sull'Etna.
Infine, per togliere anche quest'altro dubbio: le vibrazioni causate da esplosioni come quelle di stamattina NON sono terremoti. Casomai possiamo parlare di ariamoti. L'attività attuale ai crateri sommitali dell'Etna non ha alcun rapporto con terremoti, non li produce e non ne è il risultato. I terremoti di questo periodo hanno in parte cause nella tettonica regionale (legata allo scontro fra le placche africana ed eurasiatica), in parte nei movimenti di magma in profondità, che possono portare ad attività eruttive nei prossimi mesi (ma non necessariamente lo faranno).
11.4°