Forza d’Agrò, arrestato il sindaco: false residenze per voti, coinvolti consigliere, agente della municipale e ausiliario

Forza d’Agrò, arrestato il sindaco: false residenze per voti, coinvolti consigliere, agente della municipale e ausiliario

A cura di Redazione
01 aprile 2026 08:05
Forza d’Agrò, arrestato il sindaco: false residenze per voti, coinvolti consigliere, agente della municipale e ausiliario -
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FORZA D’AGRÒ (ME) – Terremoto politico nel piccolo centro messinese, dove i Carabinieri della Compagnia di Taormina stanno eseguendo una misura cautelare personale emessa dal giudice del Tribunale di Messina, su richiesta della Procura.

Il provvedimento riguarda 5 persone, tra cui il sindaco Bruno Miliadó un consigliere comunale, un agente e un ausiliario del traffico della Polizia Municipale, per i quali sono stati disposti gli arresti domiciliari. Per un altro consigliere comunale è stato invece imposto il divieto di dimora nel comune di residenza.

Le accuse, a vario titolo, sono pesanti: associazione per delinquere finalizzata alla falsità materiale e ideologica commessa da pubblico ufficiale in atti pubblici.

Secondo quanto emerso dalle indagini, che coinvolgerebbero complessivamente anche altre 67 persone, sarebbe stato messo in piedi un presunto sistema illecito basato su false attestazioni di residenza, con l’obiettivo di influenzare le elezioni amministrative dell’8 e 9 giugno 2024 per il rinnovo del Consiglio comunale e la carica di sindaco.

Nel dettaglio, l’accusa sostiene che il sindaco Miliadò avrebbe promosso, organizzato e diretto un presunto meccanismo fraudolento finalizzato al falso in atto pubblico, con lo scopo di racimolare voti e favorire la propria rielezione.

Contestualmente, gli appartenenti alla Polizia Municipale coinvolti sono accusati di falsità ideologica commessa da pubblico ufficiale, poiché – secondo l’ipotesi investigativa – avrebbero attestato falsamente la dimora effettiva di nuovi residenti, inducendo così in errore l’Ufficio Anagrafe.

L’inchiesta punta dunque a fare luce su un presunto sistema organizzato che avrebbe alterato la regolarità del voto attraverso la creazione di residenze fittizie.

Si ricorda che, per tutti gli indagati, vale la presunzione di innocenza fino a eventuale condanna definitiva.