Garlasco, Sempio convocato il 6 maggio: “Ha ucciso Chiara Poggi da solo”. Escluso Stasi
Garlasco, Sempio convocato il 6 maggio: “Ha ucciso Chiara Poggi da solo”. Escluso Stasi
Non lascia dubbi la mossa della procura di Pavia quasi pronta a chiudere l'inchiesta sull'omicidio di Chiara Poggi dopo aver sollecitato la procura generale di Milano ad avanzare una richiesta di revisione del processo di Alberto Stasi.
Con il nuovo invito a comparire inviato ad Andrea Sempio, esce di scena l'allora fidanzato della vittima condannato definitivamente a 16 anni di carcere e qualsiasi altro presunto complice.
Per i pm l'unico ad essere responsabile del delitto di Garlasco è proprio l'amico del fratello della giovane assassinata. Sempio, 38 anni, è stato convocato per la prossima settimana, la mattina del 6 maggio, per rendere un nuovo interrogatorio. Sarebbe stato lui, e solo lui, a colpire più volte al capo e al volto Chiara, con un oggetto contundente, che al momento, salvo un colpo di scena con la discovery degli atti, non è mai stato trovato.
Non si sa se risponderà alle domande. I suoi legali, che hanno ricevuto l'avviso nel primo pomeriggio, stanno "valutando i passi più opportuni per la strategia difensiva, tenendo conto del fatto che per la seconda volta dall'inizio dell'inchiesta" si sta cercando di interrogare il loro assistito senza che siano stati messi a disposizione tutti gli elementi a suo carico raccolti. Si può intuire che il motivo dell'interrogatorio chiesto dai pm, guidati da Fabio Napoleone, risieda nella necessità, prima di tirare le somme, di ottenere chiarimenti su una serie di temi di indagine oggetto di consulenze depositate di recente.
Come quella medico legale che ha spostato in avanti l'ora del delitto e l'altra sulla ormai nota impronta palmare "33" repertata sul muro delle scale che portano in cantina dove venne trovato il cadavere di Chiara: i pubblici ministeri l'attribuiscono al 38enne, mentre tecnici della difesa e dei Poggi hanno raggiunto conclusioni ben diverse. E poi gli esiti dell'analisi sulla macchie di sangue trovate sulla scena del crimine che avrebbero portato a ipotizzare un'aggressione in più fasi, con la vittima che si sarebbe difesa. Non si sa quali altri elementi, semmai ci siano, oltre a quelli emersi in oltre un anno di accertamenti, possano essere contestati a Sempio.
E' ritenuto il colpevole soprattutto in base al risultato del Dna estrapolato dalle unghie di due dita della ragazza: la perizia firmata da Denise Albani, la genetista che ha coordinato, con i dattiloscopisti Domenico Marchigiani e Giovanni Di Censo, l'incidente probatorio ha parlato di compatibilità con i componenti della linea paterna della sua famiglia. Compatibilità in un caso valutata "moderatamente forte" e nell'altro "moderata" ma che, oltre a non essere contrassegnata da una certezza scientifica granitica, non offre una conferma schiacciante all'ipotesi della Procura di Pavia.
L'invito a rendere l'esame con la modifica dell'incolpazione prelude anche all'invio della marea di carte del fascicolo alla pg di Milano Francesca Nanni e all'avvocata generale Lucilla Tontodonati, a loro preannunciato da Napoleone in un incontro che si è tenuto venerdì scorso. "Non sarà uno studio né veloce né facile" ma un'analisi attenta, anche per valutare "se chiedere ulteriori atti", aveva detto cinque giorni fa Francesca Nanni. Facendo capire che ci vorrà qualche mese e poi si deciderà "se eventualmente proporre una richiesta di revisione".
Qualora ci fossero gli estremi, la proposta di revisione dovrà passare attraverso i giudici d'appello e poi della Cassazione. Non sarà quindi una procedura lampo che potrebbe frenare, nel caso di Sempio, il suo giudizio in quanto va risolta prima la questione della condanna definitiva per Stasi.
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