Il j'accuse della minoranza: "Dall'amministrazione spese insensate"

Approda in consiglio la querelle legata alle spese sostenute dal Comune: undici consiglieri all'attacco della maggioranza

29 gennaio 2015 09:49
Il j'accuse della minoranza: "Dall'amministrazione spese insensate" -
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95047.it “Temevamo di essere in dissesto e, invece, scopriamo che l’amministrazione ha tanti di quei soldi che non sa nemmeno come spenderli”. Duro affondo degli 11 consiglieri di minoranza nei confronti dell’amministrazione. Questa sera approda in consiglio comunale l’interrogazione con la quale alla giunta comunale viene chiesto conto e ragione sul come siano stati spesi, di recente, i soldi pubblici. Ecco, i passaggi principali delle accuse mosse dai consiglieri Guerina Buttò, Giancarlo Ciatto, Piero Cirino, Turi Fallica, Roberto Faranda, Ezio Mannino, Sergio Signorello, Vito Rau, Marco Tripoli, Ivan Furnari e Nino Valore nei confronti dell’amministrazione.

LE SPESE. “La maggioranza ha presentato e approvato emendamenti per centinaia e centinaia di migliaia euro, ne abbiamo avuto la conferma tramite le delibere e le transazioni che l'amministrazione, in barba alla crisi e allo stato di bisogno che ormai ha raggiunto livelli insostenibili, ha sperperato tramite spese improduttive e insensate, i soldi che dovevano servire, almeno in teoria, per garantire i servizi primari ai cittadini. Una farsa utile solo al rilancio dell'immagine del sindaco, e forse a mantenere qualche "promessa" elettorale. Imbarazzante”.

L’ACCUSA. “Lo ripetiamo da mesi: non vi era alcun reale pericolo di dissesto finanziario dell'ente, e che è stata imbrogliata la città col chiaro obiettivo di consegnare nelle mani del sindaco un "tesoretto" con cui provare a rilanciare un'azione politica e amministrativa fallimentare. Lo avevamo detto, coi soldi dei cittadini, col prelievo scellerato dalla loro busta paga, si faranno la campagna elettorale, tenteranno di conquistare nuovo consenso utile a mantenere posizioni di potere. Doveva essere l'amministrazione della speranza, è stata l'amministrazione dei miracoli al contrario. Peccato, perché in fondo bastava poco, il cambiamento che i cittadini si aspettavano da Mangano era essenzialmente una nuova mentalità di gestione della cosa pubblica, una nuova cultura politica che affondasse le sue radici nei giovani, per creare una classe dirigente migliore, un nuovo progetto di cui i cittadini fossero il fulcro centrale, non le vittime”.

LA BAGARRE DELL’IRPEF. “Nella sostanza, invece di utilizzare le somme prelevate dalla tasca dei cittadini, tramite l'aumento dell'aliquota IRPEF, per potenziare i servizi utili alla città, ovvero i servizi sociali, la manutenzione delle strade (dal centro alla periferia sono poche le strade percorribili), la mensa sociale, i cantieri di servizio, per ridare dignità e speranza ai tanti padri di famiglia che hanno perso il lavoro, la revisione del PRG per progettare una pianificazione del territorio che possa favorire lo sviluppo, ma anche iniziative utili al rilancio del commercio e dell'agricoltura in grado di infondere fiducia a chi volesse investire nel territorio, i soldi sono stati utilizzati per fare feste e festini, nella speranza che il sindaco più impopolare degli ultimi anni potesse aumentare l'indice di gradimento tra i cittadini. Paradossalmente sono state effettuate maggiori spese nel 2014 (circa 55000 euro), anno in cui si era paventato il pericolo di dissesto finanziario dell'ente, rispetto a quanto speso l'anno precedente per l'organizzazione delle attività natalizie (circa 15000 euro)”.

Questa sera, giovedì, la palla passa al consiglio comunale: è l’assise l’organo istituzionale nel quale verrà affrontata la questione. Una seduta che non sarà certamente una passeggiata di salute.