Il prezzo del petrolio supera i 110 dollari per la prima volta dal 2022
Il prezzo del petrolio supera i 110 dollari per la prima volta dal 2022
l prezzo del petrolio torna a correre e supera la soglia dei 110 dollari al barile per la prima volta dal 2022, spinto dalle forti tensioni geopolitiche in Medio Oriente e dal rischio di blocchi alle principali rotte energetiche.
Secondo quanto riportato dal Financial Times, i Paesi del G7 starebbero valutando un intervento urgente per contenere la corsa delle quotazioni. È prevista infatti una riunione online oggi alle 8.30 di New York (le 14.30 in Italia) durante la quale potrebbe essere discusso il rilascio coordinato delle riserve strategiche di petrolio.
Petrolio alle stelle dopo la crisi nel Golfo
L’impennata dei prezzi è legata all’escalation militare nella regione del Golfo e al blocco dello stretto di Hormuz, uno dei passaggi marittimi più importanti al mondo per il trasporto di petrolio. A pesare anche gli attacchi contro impianti energetici nell’area, che hanno alimentato i timori di una riduzione dell’offerta globale.
Nella notte i mercati energetici hanno registrato forti rialzi:
WTI del Texas in aumento del 15%, arrivando a circa 104,9 dollari al barile
Brent del Mare del Nord in crescita del 17%, fino a circa 108,5 dollari
Dopo i picchi registrati nelle ore precedenti, le quotazioni sono leggermente scese ma restano stabilmente sopra la soglia dei 100 dollari.
Il piano del G7 per calmare i mercati
Di fronte a questa nuova impennata dei prezzi, i Paesi del G7 starebbero valutando un rilascio congiunto delle riserve strategiche di petrolio, misura già adottata in passato per stabilizzare i mercati.
Un’operazione simile era stata messa in campo dopo l’invasione dell’Ucraina da parte della Russia, con l’obiettivo di aumentare temporaneamente l’offerta e contenere l’aumento dei prezzi dell’energia.
All’incontro parteciperebbe anche l’Agenzia Internazionale per l’Energia, che potrebbe coordinare eventuali interventi sulle scorte petrolifere dei Paesi membri.
Timori per economia e carburanti
L’aumento del prezzo del greggio rischia di avere ripercussioni immediate sui costi dei carburanti e sull’inflazione globale. Gli analisti temono che una crisi prolungata nello stretto di Hormuz possa provocare ulteriori rialzi e tensioni sui mercati energetici.
Per questo motivo, la riunione del G7 prevista nelle prossime ore potrebbe rappresentare un passaggio decisivo per cercare di stabilizzare i prezzi del petrolio e ridurre l’impatto economico della crisi internazionale.
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