La versione di Calì: "Il Pronto Soccorso resisterà"

35 mila prestazioni solo nel 2014: eppure il presidio d'emergenza dell'ospedale paternese è messo in discussione dal Piano Regionale. Nulla da fare, invece, per la Pediatria in fase di trasferimento a Biancavilla

A cura di Redazione Redazione
23 luglio 2015 08:00
La versione di Calì: "Il Pronto Soccorso resisterà" -
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95047.it "Il Pronto Soccorso di Paternò nel piano di rimodulazione della rete ospedaliera previsto dalla Regione è un punto da riqualificare. Ha chiuso il 2014 con oltre 35 mila prestazioni l'anno. E' vivo, attivo ed efficace e l'azienda ha interesse ad investire sul Pronto Soccorso allargandone la ricettività. L'azienda vuole investire staremo a vedere nel tempo quale sarà l'indirizzo che seguira l'azienda anche in vista della nuova assunzione di responsabilita del direttore generale dell'Asp 3 di Catania che dovrebbe insediarsi a breve. Bisogna migliorare la qualità dell'accoglienza e il livello esistenziale, ma il Pronto Soccorso resiste e resistera nel tempo". A parlare è Salvo Calì direttore medico degli ospedali di Paternò, Biancavilla e Bronte.

Calì fa anche riferimento ad una parte di ala del Santissimo Salvatore interessata ai lavori che sono stati bloccati nell'ormai lontano 2008: “C'è un investimento dell'azienda non indifferente che dovrebbe partire a giorni e che potrebbe addirittura far mettere mani al cantiere già a settembre e che prevede il ripristino dei locali che sono stati danneggiati dai lavori che sono stati interrotti, per restituire cosi un piano, nell'arco di pochi mesi. Mi riferisco in particolare al piano di medicina che consentira di allargare la degenza".

Nulla da fare, invece, per l'accorpamento del reparto di pediatria dell'ospedale che è stato trasferito a quello del Maria Addolorata di Biancavilla: "Nel piano della rimodulazone della rete ospedaliera il reparto di pediatria a Paternò non c'è più e segue lo stesso destino di ostetricia e ginecologia e comunque in questo frangente le ragioni per il quale si pensava di accorparlo è perché' c'è una riduzione importante di ricoveri in questo periodo e poi perche il personale medico può usuruire delle ferie senza creare disagi. Concentrare i ricoveri in un unico presidio risulterebbe ottimale per garantire servizi ottimali ai ricoveri che, ripeto, in questo periodo dell'anno risultano essere inferiori".