La visione del Maestro Barbaro Messina: "La nostra terra è arte, cultura ma principalmente natura"

Una mostra, la storica "scuola" paternese di un tempo, l'arte che racconta l'attualità di oggi. Il pensiero libero di un artista libero. Apprezzato in tutto il mondo

02 gennaio 2017 12:32
La visione del Maestro Barbaro Messina: "La nostra terra è arte, cultura ma principalmente natura" -
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95047.it La passione è quella di sempre. Il talento, il genio messo a servizio dell’arte, è qualcosa al quale resti ammirato. Ammaliato. Ed incollato. Qualcosa di urgente. E’ quello che ti capita quando incontri Barbaro Messina. Barbaro Messina, il Maestro. E’ paternese, e non è un dettaglio. Espone in questi giorni ancora una volta lontano dalla sua città naturale: ed anche questo, ahimè, dettaglio non è.
A Misterbianco, fino al prossimo 8 gennaio, il Maestro espone la sua mostra dedicata ai presepi (ma non solo): “Fuoco e terra dell’Etna”.
Un viaggio nella storia dei tanti lavori che vennero effettuati tra gli anni settanta e ottanta proprio a Paternò. Tanti piccoli capolavori che appartengono al percorso artistico di tanti allievi di Barbaro Messina. 
Oggi, il lavoro sulla pietra lavica non è un’attrattiva: è, bensì, la consapevolezza di tutto quello che la nostra terra è. E di ciò che noi siamo e che potenzialmente potremmo essere. E non è solo una questione di arte.

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“Mi ritrovo a raccontare l’Etna attraverso la pietra lavica - spiega Barbaro Messina -. Il materiale della stessa “Montagna” che diventa supporto ceramico: è grazie alla “Montagna” che racconto tutto attraverso i suoi colori e la mia esperienza. La cosa interessante è, secondo me, che lo faccio carico dei valori culturali del territorio etneo: i grandi della letteratura che hanno attraversato la nostra terra, sono ispirazione inesauribile. Avendo lasciato messaggi e testi spettacolari. Questa mia conoscenza la racconto specialmente all’estero quando dico che questa conoscenza diventa un valore aggiunto: la Sicilia non è semplicemente la Sicilia. Ancora più valore aggiunto è, infatti, il nostro territorio etneo che è arte, cultura ma principalmente natura. La natura - prosegue - e le stagioni sono una tipicità marcatissima della nostra zona. Ma, come dicevo, io racconto l’Etna anche attraverso ciò che è la nostra storia. Sono fortunato ad avere un grande apprezzamento al nord Italia”.

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A Misterbianco, in mostra, vi sono anche opere legate alla disabilità: “Quello della disabilità è un lavoro che mi è stato commissionato dal Rotary. Un lavoro che sentivo dentro: parlo di chi accudisce il disabile. Spero di essere riuscito ad interpretare la figura che accudisce chi è, purtroppo, affetto da disabilità: lo fa in modo quasi silenzioso e con pazienza. E’ un fratello ma è anche una colonna portante che si rispecchia nella famiglia”.

Infine, anche un immancabile riferimento all’attualità di questi anni. Perché l’arte, non è alienazione: “Ci sono pezzi nei quali racconto anche il Mediterraneo. Con i barconi che arrivano: ed arriva anche il dramma ma con l’Etna che infonde luce. Noi siamo un popolo di emigranti e ritengo che l’apertura all’ospitalità l’abbiamo vissuta con i nostri avi”.

Il Maestro Messina è questo. Un’esplosione di idee, racconti e progetti inesauribili. E’ vorace come la sua terra natia. O come la lava che, in questo caso, scaccia via la bruttezza e la devastazione e lascia solo prati insperati di bellezza. 
E nella grandezza di Barbaro Messina, quello che ci sorprende è sempre quella umiltà ferma e la maestria impareggiabile che lo hanno fatto conoscere dappertutto. Assieme al suo indiscusso talento.
La storia, per fortuna, continua.