LETTERA DI UN VIGILE DEL FUOCO AL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

Così come ricevuta publichiamo la lettera aperta di Carmelo Barbagallo (Usb) al Presidente della Repubblica italiana Sergio Mattarella.Caro presidente Mattarella, a scriverle questo grido d’aiuto è Ca...

A cura di Redazione Redazione
21 agosto 2019 20:14
LETTERA DI UN VIGILE DEL FUOCO AL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA -
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Così come ricevuta publichiamo la lettera aperta di Carmelo Barbagallo (Usb) al Presidente della Repubblica italiana Sergio Mattarella.

Caro presidente Mattarella, a scriverle questo grido d’aiuto è Carmelo Barbagallo, sindacalista catanese, ma soprattutto vigile del fuoco.

Come i governi più volte hanno detto “dopo ogni funerale, ogni grande emergenza, i vigili del fuoco, non hanno più bisogno di ricevere pacche sulle spalle, vogliono fatti concreti e non promesse”.

Noi Vigili del fuoco siamo presenti ogni giorno, 24 ore su 24. Siamo pronti a intervenire per ogni emergenza e catastrofe.

Come lei già saprà noi purtroppo non abbiamo nessuna copertura assicurativa, non abbiamo nessun riconoscimento delle malattie professionali e, spesso e volentieri, siamo costretti a pagare le spese sanitarie di tasca nostra. Nonostante il nostro spirito di abnegazione, che ci viene più volte riconosciuto, siamo, dopo il primo risalto mediatico, totalmente abbandonati a noi stessi.

Abbiamo, infatti, il fuoco che ci scorre nelle vene, tanto spirito altruistico e patriottico, che ci porta in prima linea davanti al pericolo, per la salvaguardia del singolo cittadino e della collettività.

Ma se ci facciamo male, se ci ammaliamo restiamo soli.

Caro presidente noi Vigili del Fuoco, siamo i meno pagati rispetto agli altri corpi dello Stato.

Dobbiamo pagare anche le medaglie e le onoreficenze.

L’Italia è un territorio ad alto rischio, sismico, ambientale ecc……serve investire sui Vigili del fuoco, ormai la Repubblica italiana è fondata proprio sui soccorritori. Le nostre parole auspichiamo siano ascoltate almeno da lei, Uomo di grande personalità ed umanità.

Mai più di oggi la sfiducia del corpo più amato dagli è così alta.

Caro presidente, la saluto è ricordiamo che, noi Vigili del fuoco, Non pretendiamo stipendi da parlamentari o da dipendenti della camera, ma dignitoso.

Ad ogni emergenza tutti lì a volerci dare un premio o una pacca o benemerenza, a pagamento o pazienza. Passato l’evento, via le parole vanno via come il vento. A rimanere le poche tutele, lo stesso stipendio e le tante promesse, quelle che siamo stanchi di sentire.

Le attrezzature e i mezzi rattoppiamo, per mezzo della nostra mano. Si noi siamo gli eroi dell’evento ……ma una cosa non è da dimenticare caro Presidente << SIAMO UMANI>> abbiamo emozioni, quelle emozioni e strascichi che ti porti nella vita dentro.

Ma una cosa è sicura, caro Presidente, NOI SIAMO I VIGILI DEL FUOCO ! GLI ANGELI DELLA GENTE!

Carmelo BARBAGALLO
USB VIGILI DEL FUOCO