Maxi sequestro a Catania: 110mila kg di pesce mal conservato e 900mila kg di succo con etichette irregolari
Il NAS di Catania, nell’ambito delle attività tese a garantire la sicurezza alimentare lungo la filiera di produzione e pertanto la tutela della salute pubblica, ha eseguito un’attività ispettiva unit...
Il NAS di Catania, nell’ambito delle attività tese a garantire la sicurezza alimentare lungo la filiera di produzione e pertanto la tutela della salute pubblica, ha eseguito un’attività ispettiva unitamente a personale del Dipartimento di Prevenzione Veterinaria, dello Spresal e dell’Igiene Pubblica dell’Asp competente, presso una piattaforma logistica di prodotti surgelati sita nella provincia etnea.
Nel corso dell’ispezione è stata riscontrata la presenza di una cella surgelati contenente 110.000 kg di prodotti ittici presurgelati all’origine e stoccati ad una temperatura di mantenimento non idonea alla loro conservazione, nonché 900.000 kg di succo di agrumi concentrato con etichettatura irregolare, non idonea a definirne natura, origine e provenienza. I prodotti ittici non correttamente conservati sono stati sottoposti a sequestro penale preventivo, mentre il succo d’agrumi è stato sottoposto a blocco ufficiale per ulteriori accertamenti.
Complessivamente, immessa sul mercato, la merce avrebbe fruttato circa 3.000.000 di euro. Al termine degli accertamenti la piattaforma è stata sospesa per carenze igienico sanitarie e sicurezza negli ambienti di lavoro (sino al ripristino delle irregolarità riscontrate), mente il titolare dell’attività è stato deferito in stato di libertà all’Autorità Giudiziaria competente.
Quando il NAS dei Carabinieri, durante un controllo, rileva che i prodotti presurgelati all’origine sono stoccati a una temperatura di mantenimento non idonea alla loro conservazione, significa che questi alimenti non vengono conservati alla temperatura corretta prevista dalle norme igienico-sanitarie, quindi la catena del freddo non è stata rispettata e la conservazione degli alimenti non è avvenuta in modo corretto. I prodotti presurgelati, infatti, devono rimanere costantemente a basse temperature, generalmente inferiori a –18 °C, per garantirne la sicurezza e preservarne le caratteristiche.
Se la temperatura di conservazione risulta più alta del dovuto, può verificarsi un parziale scongelamento con conseguente rischio di proliferazione batterica e deterioramento del prodotto. In queste condizioni gli alimenti possono diventare non sicuri per il consumo e rappresentare un pericolo per la salute pubblica. Una situazione di questo tipo costituisce una violazione delle norme vigenti e può comportare sanzioni, il sequestro dei prodotti non conformi e, nei casi più gravi, la sospensione o la chiusura dell’attività.
L’etichetta di un alimento deve fornire al consumatore tutte le indicazioni obbligatorie in modo chiaro, corretto e veritiero: ad esempio la denominazione del prodotto, l’elenco degli ingredienti, la data di scadenza o il termine minimo di conservazione, le condizioni di conservazione e d’uso, il peso netto, l’origine, l’eventuale presenza di allergeni e i dati dell’operatore responsabile. Quando queste informazioni sono mancanti, incomplete, poco leggibili, non veritiere oppure riportate in modo da trarre in inganno il consumatore, l’etichetta viene considerata irregolare.
Un’etichettatura irregolare è un problema perché impedisce al consumatore di fare scelte consapevoli e sicure e può anche rappresentare un rischio per la salute, ad esempio nel caso di allergeni non dichiarati. Per questo motivo, la legge prevede sanzioni e, in alcuni casi, il sequestro o il ritiro dei prodotti dal commercio fino alla regolarizzazione delle etichette. In sintesi, questa dicitura indica che il prodotto non era correttamente etichettato secondo quanto stabilito dalle norme e che, di conseguenza, è stato considerato non conforme.
8.1°