Messina, clamoroso furto al museo: rubate quattro opere di Antonello da Messina. Archeoclub: «Ferita alla Sicilia»

Rubate tre tavole del Polittico di San Gregorio e la preziosa tavoletta bifronte. Finocchiaro (Archeoclub): «Restituitele, sono frammenti insostituibili della nostra identità»

A cura di Redazione Redazione
17 agosto 2026 10:06
Messina, clamoroso furto al museo: rubate quattro opere di Antonello da Messina. Archeoclub: «Ferita alla Sicilia» -
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Clamoroso furto d’arte nella serata di Ferragosto al MuMe, Museo Regionale Interdisciplinare di Messina, dove sono state sottratte quattro opere attribuite ad Antonello da Messina.

Secondo quanto emerso nelle ore successive al colpo, i ladri sono riusciti a introdursi nelle sale espositive e a portare via tre delle cinque tavole superstiti del celebre Polittico di San Gregorio, firmato da Antonello da Messina nel 1473, oltre alla tavoletta bifronte con la Madonna e il Cristo in pietà, asportata da una teca.

Sul posto sono intervenute le forze dell’ordine e gli specialisti della scientifica, che hanno avviato i rilievi per ricostruire con precisione la dinamica del furto e raccogliere elementi utili a individuare i responsabili.

Gli investigatori stanno inoltre ascoltando i custodi del museo e analizzando le immagini delle telecamere di videosorveglianza. L’allarme, secondo le prime informazioni, sarebbe scattato durante l’azione dei ladri, mentre le telecamere avrebbero ripreso quanto accaduto.

Le indagini dovranno adesso chiarire come sia stato possibile superare i sistemi di protezione e portare via opere di così grande valore storico e artistico.

Archeoclub: «Una ferita inferta alla Sicilia»

Sul furto è intervenuto Francesco Finocchiaro, coordinatore regionale di Archeoclub d’Italia – Sicilia, che ha espresso forte indignazione e preoccupazione.

«Il furto consumato al Museo Regionale di Messina non è soltanto un gravissimo fatto di cronaca. È una ferita inferta alla Sicilia, alla sua memoria e alla storia dell’arte europea», afferma Finocchiaro.

Per il coordinatore di Archeoclub non sono stati sottratti soltanto oggetti di enorme valore economico, ma «frammenti insostituibili della nostra identità».

«Antonello non appartiene soltanto a Messina – sottolinea –. Appartiene alla Sicilia, all’Italia e al patrimonio universale dell’umanità».

Chiesta una verifica sulla sicurezza dei musei

Archeoclub chiede adesso che venga accertata ogni responsabilità e che si comprenda come sia stato possibile violare i sistemi di protezione del museo.

Secondo Finocchiaro, quanto accaduto dovrebbe portare a una verifica straordinaria delle condizioni di sicurezza di musei, depositi, biblioteche, archivi, chiese e aree archeologiche della Sicilia.

L’associazione richiama inoltre l’attenzione sulla necessità di rafforzare gli organici e i presìdi, sottolineando che telecamere, sensori e allarmi, da soli, non possono garantire una protezione efficace senza personale qualificato e adeguatamente formato.

Archeoclub chiede quindi maggiori investimenti, nuove assunzioni, formazione specialistica, aggiornamento dei sistemi di sicurezza e un coordinamento ancora più stretto tra Regione Siciliana, Ministero della Cultura, Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale e forze dell’ordine.

L’appello: «Restituite le tavole»

Finocchiaro lancia infine un appello diretto a chiunque possa avere informazioni sulle opere o sappia dove siano state nascoste.

«Restituite le tavole di Antonello. Restituitele prima che vengano danneggiate, disperse o trascinate nei circuiti oscuri del traffico clandestino».

Archeoclub chiede che le ricerche vengano estese anche oltre i confini regionali e nazionali e che immagini e dati identificativi delle opere siano trasmessi agli organismi competenti.

«La Sicilia non può accettare che la propria memoria venga rubata mentre le istituzioni si limitano a contarne le perdite. Le tavole di Antonello devono tornare a Messina», conclude Finocchiaro.