Misterbianco, Alessandra dona gli organi dopo il femminicidio: il suo ultimo gesto d’amore

Dopo la morte cerebrale dichiarata al Garibaldi, la donna uccisa dal marito a Misterbianco ha donato gli organi: un ultimo gesto di speranza per altre vite

A cura di Redazione Redazione
03 giugno 2026 11:01
Misterbianco, Alessandra dona gli organi dopo il femminicidio: il suo ultimo gesto d’amore -
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Misterbianco, Alessandra Bruno dona gli organi dopo il femminicidio: il suo ultimo gesto d’amore

Dopo il dolore immenso che ha sconvolto una famiglia e un’intera comunità, arriva un gesto capace di trasformare una tragedia in speranza. Alessandra Bruno, la donna uccisa a martellate dal marito a Belsito, frazione di Misterbianco, aveva infatti espresso il consenso alla donazione degli organi.

Dopo l’autorizzazione della Procura, all’ospedale Garibaldi sono state avviate le procedure di prelievo, eseguite dopo la dichiarazione di morte cerebrale avvenuta nel pomeriggio di lunedì. Un ultimo atto di generosità che potrebbe ora salvare altre vite e regalare una possibilità concreta a chi da tempo attende un trapianto.

Resta devastante il dolore per i quattro figli della coppia, due maggiorenni e due minorenni, costretti ad assistere a una tragedia familiare sconvolgente. Secondo quanto emerso nelle indagini, Alessandra Bruno sarebbe stata colpita più volte al cranio con un martello dal marito, Salvatore Mallamo, 53 anni, all’interno dell’abitazione di famiglia in via Delle Rose.

Determinante sarebbe stata la chiamata al 112 effettuata dalla figlia maggiore. La giovane avrebbe contattato i soccorsi mentre il carabiniere della centrale operativa la teneva in linea fino all’arrivo dei militari della Tenenza di Misterbianco, che hanno bloccato e arrestato l’uomo.

L’arresto è stato convalidato dal Gip con l’accusa di femminicidio. Gli investigatori stanno continuando a ricostruire il contesto familiare e le possibili tensioni che avrebbero preceduto il delitto. Secondo le prime informazioni, la coppia starebbe attraversando un periodo di crisi e separazione.

Sarà ora il lavoro degli inquirenti, coordinati dalla Procura di Catania, a chiarire ogni dettaglio di una vicenda che ha lasciato sgomenta l’intera comunità.