⚫️ Muore Alex Zanardi: il simbolo di coraggio che ha commosso milioni di persone
⚫️ Muore Alex Zanardi: il simbolo di coraggio che ha commosso milioni di persone
Alex Zanardi se n’è andato nella sera del Primo Maggio, in una data che lo lega per sempre nel destino a un altro indimenticabile campione come Ayrton Senna.
È morto a Padova, nella struttura in cui da tempo era ricoverato: dopo il secondo drammatico incidente, avvenuto nel 2020 nel Senese, non era più riuscito a riprendersi.
Eppure, il suo ricordo resterà per sempre legato a come la morte era riuscito a sfidarla e quasi a sconfiggerla, riconquistando la vita con coraggio, determinazione e perfino gioia, dopo il terribile impatto del settembre 2001 che lo privò di entrambe le gambe.
L’immagine simbolo che lascia al mondo è quella delle Paralimpiadi di Londra: in un body da cronometro, Zanardi mostrava con orgoglio la sua forza, i muscoli delle braccia e la handbike con cui aveva appena conquistato l’oro. Seduto sull’asfalto, senza nascondere la sua condizione, trasformava quella che per molti sarebbe stata una debolezza in un messaggio potentissimo. Non semplice resilienza, ma una vera rivoluzione culturale.
«È disabile chi ha poca stima di sé», aveva detto. Parole che incarnava fino in fondo, diventando un simbolo universale di forza interiore.
La sua vita, del resto, era sempre stata una sfida. Anche in Formula 1 aveva dovuto lottare contro limiti tecnici e poca fortuna, trovando poi negli Stati Uniti la sua consacrazione, con sorpassi entrati nella leggenda come quello di Laguna Seca. Ma è dopo l’incidente che Zanardi è diventato molto più di un atleta: un esempio per milioni di persone.
Nel 2020 un nuovo incidente lo aveva riportato al centro dell’attenzione, segnando profondamente il suo percorso fino agli ultimi anni.
Oggi lo sport perde un campione, ma il mondo perde soprattutto un uomo capace di cambiare il modo di guardare alla vita, alla disabilità e alle difficoltà.
I funerali saranno celebrati martedì 5 maggio 2026 alle ore 11 presso la Basilica di Santa Giustina, in Prato della Valle. La famiglia, in una nota, ha voluto ringraziare per l’affetto ricevuto: “La moglie Daniela e il figlio Niccolò desiderano esprimere profonda gratitudine per la vicinanza dimostrata. Un’ennesima testimonianza di quanto Alex sia riuscito a trasmettere il suo fortissimo messaggio di vita”.
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