Nuova legge: tornano le preferenze, 6 deputati nell’area etnea e 8 senatori in Sicilia orientale
Via libera definitivo alla riforma con 227 voti favorevoli. Tornano le preferenze e spariscono i collegi uninominali. Sei deputati nel collegio che comprende Catania e parte della provincia.
CATANIA – Cambiano le regole per eleggere deputati e senatori. Oggi, giovedì 8 ottobre 2026, la Camera ha approvato definitivamente la nuova legge elettorale con 227 voti favorevoli e 164 contrari. La riforma, denominata Stabilicum, sostituirà il Rosatellum in vista delle prossime elezioni politiche del 2027.
Ma cosa cambierà concretamente per gli elettori di Catania, Paternò e degli altri comuni della provincia?
Catania e provincia: sei deputati da eleggere
Per la Camera dei deputati, il territorio catanese sarà suddiviso tra due collegi elettorali.
Il primo comprenderà Catania e una parte della Città metropolitana, inclusi i comuni dell'area etnea, e assegnerà complessivamente sei seggi.
Il secondo comprenderà una parte della provincia, soprattutto il Calatino, con comuni come Caltagirone, Grammichele, Militello in Val di Catania, Mineo, Palagonia, Scordia e Vizzini. Questi territori voteranno insieme alle province di Siracusa e Ragusa, in un collegio che eleggerà altri sei deputati.
Per il Senato, invece, Catania farà parte di un collegio più ampio, insieme a Messina, Enna, Siracusa e Ragusa, che assegnerà complessivamente otto seggi.
Sicilia: 48 parlamentari da eleggere
Complessivamente la Sicilia eleggerà 32 deputati e 16 senatori, per un totale di 48 rappresentanti in Parlamento.
Per la Camera, l'Isola sarà divisa in due grandi circoscrizioni:
Sicilia occidentale: 15 deputati, distribuiti tra Palermo, Trapani, Agrigento e parte del Nisseno.
Sicilia orientale: 17 deputati, distribuiti tra Catania, Messina, Enna, Siracusa, Ragusa e altri territori.
Per il Senato saranno invece previsti due collegi, uno occidentale e uno orientale, con otto seggi ciascuno.
Come si voterà con la nuova legge
La novità principale è il ritorno delle preferenze. Ogni lista presenterà un capolista scelto direttamente dal partito e altri sei candidati.
Gli elettori potranno esprimere fino a tre preferenze, rispettando le regole sull'alternanza di genere. Se un partito conquisterà un solo seggio, sarà eletto il capolista; per gli eventuali seggi successivi conteranno le preferenze.
Scompariranno inoltre i collegi uninominali. Il nuovo sistema sarà proporzionale, con un eventuale premio di maggioranza per la lista o coalizione più votata che raggiungerà almeno il 42% dei voti, secondo le condizioni stabilite dalla legge.
La riforma introduce anche nuove disposizioni per consentire il voto fuori sede a chi si trova temporaneamente in un'altra regione per motivi di studio, lavoro o salute.
Per gli elettori di Catania, Paternò e di tutta la Sicilia cambierà quindi il modo di scegliere i rappresentanti in Parlamento, con il ritorno delle preferenze e una nuova distribuzione delle sfide elettorali.
Prima di entrare in vigore, la legge dovrà essere promulgata dal presidente della Repubblica e pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale.
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