Ospedale, questione di interessi

Riprendiamo l'analisi del direttore e collega Vincenzo Anicito pubblicata su La Gazzetta Rossazzurra

25 gennaio 2015 15:28
Ospedale, questione di interessi -
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95047.it Vi proponiamo la lucida e attenta analisi pubblicata sull'ultimo numero de La Gazzetta Rossazzurra sulla vicenda legata all'ospedale di Paternò a firma del direttore e collega, Vincenzo Anicito.

Arriva una tregua nella questione del punto nascite dell’ospedale di Paternò, la paventata chiusura della struttura non è stata ancora scongiurata, ma si è invece prolungato il termine, fino a quando Biancavilla non sarà operativa al 100%. La visita del direttore dell’Asp di Catania Franco Luca è per cosi dire interlocutoria, la sensazione è che questa struttura al di fuori di questa città, sia davvero mal vista da chi occupa dei posti dirigenziali e da chi ha fatto politica nel territorio, cercando sempre di più una sorta di campanilismo che per una città sprovvista di validi rappresentanti alla Regione, suona come una condanna a morte. Sembra di trovarsi nel “miglio verde”, con il condannato in attesa dell’esecuzione capitale, che tramite interventi e richieste varie, tenta di ritardare sempre più l’iniezione letale. A questo punto però, bando alle ciance, invece di commiserarci e cercare delle scuse, addossando a chi più e a chi meno le colpe a chi ha fatto politica negli ultimi anni, in questo momento, con questa proroga viene data la possibilità ai paternesi di salvare la propria struttura, il proprio G371, utilizzando sempre più il punto nascite di Paternò. Ebbene sì, se nell’ospedale di Paternò ci saranno tante nascite, sarà difficile per chiunque mettere nella lista nera il nostro nosocomio, ma per scongiurare tutto ciò è importante che i ginecologi paternesi o di chi opera a Paternò, la smettano di fare gli interessi delle altre strutture sanitarie, le quali dati alla mano, non hanno nulla di assolutamente superiore a quello di Paternò, ma soprattutto sono le neo mamme che devono capire, che il punto nascite di Paternò, oltre ad identificare la nostra appartenenza, ha rappresentato e rappresenta una Eccellenza nel campo dell’ostetricia e ginecologia, per cui tutta questa grande mania di andare a calcare gli affollati saloni del “Garibaldi” o del “Santo Bambino”, dovrebbe essere scongiurata.

Non interveniamo sul caso dell’ospedale di Biancavilla, ma è chiaro, limpido e lapalissiano, che la politica regionale del territorio e dell’Asp Catanese ha chiaramente pompato a gran voce la struttura biancavillese, la quale in alcuni reparti ha sicuramente delle Eccellenze, ma dal punto di vista dell’Ostetricia, lascia molto a desiderare. Ma qui non stiamo a sindacare, così come hanno fatto i politici, che si sono puntualmente presi i voti a Paternò, insieme ai suoi amici e compiacenti consiglieri, sulle potenzialità di una struttura rispetto ad un’altra, bensì chiediamo la permanenza nel territorio di una struttura che affonda le proprie radici nel tessuto storico, quale punto di riferimento di una zona nevralgica della Sicilia e non come puntino nero nella stanza dei bottoni della sanità catanese e siciliana. Biancavilla, Bronte, Caltagirone, Acireale, Piazza Armerina, Niscemi, Nicosia etc, etc meritano di avere una struttura sanitaria importante come l’ospedale, ma Paternò non è da meno, ed invece di negare il diritto alla salute alla gente, ed il diritto alle mamme di far nascere i propri figli nella struttura d’Eccellenza della propria città, dovrebbero invece cercare di risolvere i problemi della sanità, evitando sprechi, imbrogli, sperpero incondizionato di denaro pubblico e campanilismi, che al giorno d’oggi sono delle emerite buffonate.

Apprezzo gli sforzi del Comitato per l’ospedale, ma mi piacerebbe che il sindaco Mangano, il sen. Torrisi e i grandi politici che hanno teso le fila della politica di questa città, muovessero una protesta più vibrante, non nascondo che in altri nosocomi siciliani, le cronache raccontano di sindaci incatenati, di politici arrabbiati e di dure prese di posizione sia a Palermo, che a Roma, per cui forse il periodo della diplomazia è finita, bisognerebbe essere più decisi e produttivi, senza se e senza ma, questo ospedale e questo punto nascita devono essere salvati, ed anzi migliorati, partendo dai 17 milioni di Euro che servono per completare la struttura e che guarda caso non si trovano mai!