Paternò introduce la tassa di soggiorno: approvato il regolamento comunale
La Commissione Straordinaria ha dato il via libera all'istituzione dell'imposta di soggiorno. Le risorse serviranno a finanziare turismo, eventi e valorizzazione del territorio.
PATERNÒ – Anche Paternò avrà la propria imposta di soggiorno. La Commissione Straordinaria, riunita con i poteri del Consiglio Comunale, ha approvato l'istituzione del tributo e il relativo regolamento comunale che ne disciplinerà l'applicazione.
La nuova imposta sarà a carico dei visitatori non residenti che soggiorneranno nelle strutture ricettive presenti sul territorio comunale, comprese strutture alberghiere, bed & breakfast, case vacanza, affittacamere e agriturismi. Il tributo sarà dovuto fino a un massimo di 14 pernottamenti consecutivi.
Le somme incassate saranno destinate a finanziare interventi per la promozione turistica della città, la valorizzazione del patrimonio culturale e ambientale, il miglioramento dei servizi destinati ai visitatori, l'organizzazione di eventi e iniziative di sviluppo del territorio.
Il regolamento prevede alcune categorie esenti dal pagamento, tra cui i minori fino a 10 anni, gli accompagnatori di pazienti ricoverati nelle strutture sanitarie del territorio, i volontari impegnati in attività di emergenza e gli appartenenti alle forze dell'ordine e ai vigili del fuoco che soggiornano per esigenze di servizio.
Al momento, però, non è stato ancora stabilito quanto dovranno pagare i turisti. Il regolamento approvato specifica infatti che la misura dell'imposta sarà determinata successivamente con una specifica deliberazione dell'organo competente. Sarà quindi necessario un ulteriore provvedimento per conoscere l'importo esatto da versare per ogni pernottamento.
L'imposta non entrerà in vigore immediatamente. La delibera approvata oggi prevede infatti che il nuovo tributo diventi operativo dal sessantunesimo giorno successivo alla sua esecutività, dopo i necessari adempimenti amministrativi previsti dalla normativa nazionale.
Con questa decisione Paternò si aggiunge ai numerosi comuni italiani che già applicano la tassa di soggiorno come strumento per reperire risorse da investire nel turismo e nei servizi collegati all'accoglienza dei visitatori.
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