Paternò, Pokemon, cestini dei rifiuti, strisce blu e ipocrisia(ciù)

Cronache semiserie da una città che sembra voler regredire in paesello

25 luglio 2016 07:11
Paternò, Pokemon, cestini dei rifiuti, strisce blu e ipocrisia(ciù) -
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95047.it “Forse ieri mattina c’era un Pokemon vicino la chiesa di Santa Barbara”. Lo apprendo da un nostro lettore che mi chiede se ne so qualcosa. “Lei ne è al corrente?”, mi scrive. “Onestamente no”, rispondo. “Ma - insisto io - qualche Pokemon dalle parti del vicino Palazzo Alessi di sicuro lo trova”. Chiudiamo la chiacchierata in chat con una risata e la segnalazione (a proposito di piazza Santa Barbara) delle condizioni dei cestini per i rifiuti che si trovano lì. Ci si è “dimenticati” di ripulirli ed il risultato, nella domenica di ieri, è quello che si vede nella foto. E qui, il richiamo alla civiltà dei cittadini è assolutamente fuori luogo. Perchè, a proposito di Pokemon, così come si è stati bravi a “Spakki Arsela” (Pokemon politico non molto raro dalle nostre parti) per l’installazione di una cosa appena appena normale per un Comune di 50 mila abitanti, non si è stati in grado di “Spakki Arsela” pensando anche a chi deve svuotare quei cestini pure nei fine settimana. Questa in mezzo alle altre. Ma da noi comandano le polpette: si parte da chi amministra e si arriva fino a chi fa finta di fare opposizione.

Eppure, si legge qua e là di dichiarazioni che spiegano come ci si ritrovi a vivere in una città trasformata. Quasi europea. E, dunque, per la seconda volta non ne sono al corrente. ”State sempre a lamentarvi, perchè non fate qualcosa invece di lamentarvi?”, ribattono quelli del "cerchio magico" del "va tutto bene”. Siamo d’accordo. Salvo, poi, quando ti ritrovi a fare qualcosa che non va bene al "cerchio magico" sentirsi dire: “Eh no, così fai politica”.
Lo stesso "cerchio magico" che ha avuto da ridire, con il dito inquisitore a convenienza puntato contro, a proposito della nostra notizia pubblicata sul controllo degli stalli blu in piazza Indipendenza: ci si sveglia una volta ogni tot mesi e si spillano soldi alla gente. “Eh ma le strisce blu esistono e si devono pagare! Non si infrange la legge!”. Vero. Anzi, verissimo. In un paese normale si controllano ad ogni ora. Ad ogni giorno. E, soprattutto, i tagliandi devono trovarsi nei punti vendita vicini. E non cercarli manco fosse - appunto - Pokemon Go. Ma fa parte della “Ipocrisiaciù”: altro Pokemon che sovrasta dalle nostre parti.

Tuttavia, tranquilli dunque: VaTutto Benex (Pokemon a metà tra le polpette e la disperazione). Per dirla come l’amico e medico magistrale Consolato Cavallaro: “Il cittadino dia sempre il suo sedere a disposizione”.