Paternò, raccolta differenziata al minimo

I dati ufficiali del 2015 sono sconfortanti: dal servizio che prosegue a macchia di leopardo, alle piattaforme che sono rimaste chiuse. E, poi, c’è il servizio spazzamento delle strade che appare insufficiente rispetto alle esigenze della città. Ecco cost

26 aprile 2016 08:59
Paternò, raccolta differenziata al minimo -
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95047.it Il Comune di Paternò ha raccolto in modo differenziato 3.843.752 chilogrammi di rifiuti solidi urbani, pari al 21,36% del totale dei rifiuti. La restante parte dei rifiuti solidi urbani prodotti pari al 78,64% del totale 14.147.720 è stata smaltita in modo indifferenziato. Il dato è relativo allo scorso anno (il 2015) ed è contenuto nel Piano Finanziario approvato dalla giunta comunale nelle scorse ore.
 Un dato da record negativo, quello della percentuale legata alla differenziata ben diverso da quello incoraggiante di pochi anni fa e che pesca principalmente su due fattori. Il primo è quello legato all’impossibilità di aver potuto conferire per buona parte del 2015 la frazione organica nella piattaforma autorizzata: un fatto che non incide solo in termini percentuali ma, pesantemente, anche in termini economici. 
La seconda, è dovuta ad una raccolta che, realmente, prosegue ormai da qualche anno a macchia di leopardo. Non tutte le aree ed i quartieri della città sono infatti serviti ed organizzati per la raccolta differenziata. Vedi parte della zona Ardizzone: qui, il paradosso è che sono gli stessi cittadini a domandarsi il perchè la differenziata non è messa in pratica.

Altro punto debole della questione (ma che nulla centra con i dati al minimo della differenziata) è la qualità del servizio offerto. A partire dalla pulizia delle strade che appare insufficiente rispetto a quello che andrebbe fatto. Perché, va bene che alcuni “solerti” cittadini trovano il tempo di insozzare la qualunque, ma - è altrettanto evidente - che il servizio di spazzamento delle strade appare senza alcun dubbio alquanto insoddisfacente e carente.

Ci sono poi i costi del servizio che sono divisi in: Costi operativi di gestione, Costi comuni e Costo d’uso del capitale. La facciamo breve per evitare tecnicismi inutili: il costo totale di tutto il servizio costa alla città 7 milioni 360 mila 301 euro. Ma il punto non è tanto (o soltanto) la spesa: il punto è capire se per come vanno le cose, la strada intrapresa sia o meno quella giusta.
Al momento, la tanta auspicata Strategia Rifiuti Zero resta più che un miraggio. In ballo restano, poi, due questioni che ci riserviamo di approfondire presto: quella della costituzione dell’Aro (i cosiddetti Ambiti di raccolta ottimale) e l’affidamento del servizio da qui ai prossimi 7 anni. Due aspetti sui quali ci si gioca buona parte del presente della città in ambito rifiuti e sui quali non coinvolgere la città stessa (e non solo una parte) rappresenterebbe l’ennesimo delitto. La pistola fumante che aleggia su una cultura della differenziata e del riciclo che oggi - inutile girarci attorno col buonismo di sorta - resta lontano anni luce. E giova ricordare che il costo delle bollette dipende in buona parte da tutto questo. Così, appunto, per ricordarlo.