Petroliera della “flotta ombra” russa fermata al largo della Sicilia: blitz della Marina francese
La nave Deliver è stata intercettata e abbordata durante il transito nel Mediterraneo. Macron: “Non permetteremo di aggirare le sanzioni”
Una petroliera sospettata di appartenere alla cosiddetta “flotta ombra” utilizzata dalla Russia per aggirare le sanzioni occidentali è stata intercettata e abbordata dalla Marina francese al largo delle coste siciliane.
L’operazione sarebbe avvenuta martedì 23 giugno, mentre la nave, denominata Deliver, si trovava in transito nel Mediterraneo. A rendere nota l’azione è stato il presidente francese Emmanuel Macron, che ha diffuso sui social anche un video dell’intervento militare.
Nelle immagini si vedono gli uomini della Marina francese calarsi dagli elicotteri sul ponte della petroliera per procedere ai controlli a bordo. Secondo quanto dichiarato da Macron, la nave avrebbe navigato “in violazione del diritto marittimo”.
Il presidente francese ha definito l’operazione un nuovo segnale della determinazione europea nel contrastare le attività della flotta ombra russa. “Non permetteremo alla flotta ombra di aggirare le sanzioni e finanziare lo sforzo bellico russo”, ha dichiarato Macron.
Al momento, le informazioni disponibili confermano l’intercettazione e l’abbordaggio della petroliera, ma non chiariscono ancora se sia stato disposto un sequestro definitivo o verso quale porto la nave sia stata eventualmente dirottata per ulteriori accertamenti.
Secondo le autorità francesi, la Deliver sarebbe collegata alla rete di imbarcazioni utilizzate da Mosca per continuare a esportare petrolio e gas nonostante le restrizioni imposte dopo l’invasione dell’Ucraina. La nave sarebbe stata sottoposta a controlli anche per verificare la regolarità dei documenti e della bandiera utilizzata.
Con il termine “flotta ombra” si indica un insieme di petroliere spesso datate, con proprietà difficili da ricostruire e registrazioni che possono cambiare nel tempo. Queste navi vengono ritenute centrali nel trasporto di greggio russo fuori dai circuiti tradizionali, aggirando sanzioni, limiti assicurativi e restrizioni commerciali.
Oltre al profilo economico e geopolitico, il fenomeno preoccupa anche per i possibili rischi ambientali. Molte di queste imbarcazioni, infatti, sarebbero vecchie e non sempre coperte dalle principali assicurazioni internazionali, con maggiori rischi in caso di guasti, perdite o incidenti in mare.
L’episodio avvenuto al largo della Sicilia conferma il ruolo sempre più delicato del Mediterraneo nelle operazioni di controllo sulle rotte energetiche legate alla Russia e al rispetto delle sanzioni internazionali.
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