Ramacca, gatti avvelenati: denunciato un 68enne, sequestrate esche tossiche

Le indagini sono scattate dopo le segnalazioni dei residenti per alcuni gatti trovati agonizzanti nei pressi di Viale Libertà

A cura di Redazione Redazione
30 settembre 2026 18:14
Ramacca, gatti avvelenati: denunciato un 68enne, sequestrate esche tossiche -
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La presenza di diversi gatti randagi agonizzanti in strada, nei pressi di Viale Libertà, ha fatto scattare numerose segnalazioni da parte degli abitanti della zona, insospettiti da questi eventi.

I Carabinieri hanno, quindi, subito avviato le indagini per comprendere cosa stesse accadendo, delineando un quadro indiziario nei confronti di un 68enne di Ramacca che, di fatto, avrebbe avvelenato gli animali.

In particolare, gli accertamenti effettuati dagli investigatori, supportati dalle testimonianze di cittadini che avrebbero visto l’uomo nell’atto di lanciare alcuni gatti oltre la recinzione di un cortile condominiale, nonché di chi era stato accusato di alimentare la colonia felina, hanno portato a concentrare l’attenzione proprio su quell’uomo.

I Carabinieri, dunque, unitamente a personale della Polizia Municipale e dell’ASP di Catania, Distretto di Palagonia, Dipartimento di Prevenzione Veterinaria, hanno disseppellito e sequestrato le salme di 4 gatti che sono state sottoposte ad accertamenti necroscopici presso l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale di Catania.

L’esame ha accertato che i felini erano stati avvelenati, quindi l’Autorità Giudiziaria, informata dai militari dell’Arma, ha disposto una perquisizione presso l’abitazione del 68enne. Durante l’ispezione, i Carabinieri hanno scovato alcuni contenitori riempiti con veleno per lumache ed esche avvelenate per topi, che sono stati sottoposti a sequestro, in quanto ritenuti le tossine adoperate per uccidere i gatti del quartiere.

Sulla base degli indizi raccolti da verificare in sede giurisdizionale, il 68enne è stato pertanto deferito all’Autorità Giudiziaria per il reato di “maltrattamento di animali” e “uccisione di animali”, ferma restando la presunzione d’innocenza dell’indagato valevole ora e fino a condanna definitiva.