Relazione del Viminale su Paternò, Nino Naso all’attacco: “Accuse infamanti, mi batterò per ristabilire la verità”
Dopo lo scioglimento del Comune di Paternò per presunte infiltrazioni mafiose, nei giorni scorsi è stata resa nota la relazione firmata dal ministro dell’Interno Matteo Piantedosi. Il provvedimento pr...
Dopo lo scioglimento del Comune di Paternò per presunte infiltrazioni mafiose, nei giorni scorsi è stata resa nota la relazione firmata dal ministro dell’Interno Matteo Piantedosi.
Il provvedimento prevede diciotto mesi di gestione commissariale e arriva al termine di un’indagine che, secondo il Viminale, avrebbe fatto emergere collegamenti diretti e indiretti tra amministratori locali ed esponenti della criminalità organizzata di tipo mafioso.
Sulla vicenda è intervenuto ieri sera l’ex sindaco Nino Naso, che ha affidato ai social una lunga dichiarazione con cui respinge con fermezza le conclusioni contenute nella relazione ministeriale.
Nel suo intervento, Naso afferma di aver letto e riletto le motivazioni che hanno condotto allo scioglimento del Comune di Paternò, sostenendo che da esse emerga «una visione della realtà distorta» che non rispecchierebbe il suo operato né i principi che, a suo dire, hanno sempre guidato la sua azione amministrativa. L’ex primo cittadino ribadisce di aver svolto il ruolo di sindaco con l’unico obiettivo di servire la città nel rispetto della legge, delle istituzioni e dei principi di legalità e trasparenza.
Naso sottolinea inoltre come la commissione d’accesso svolga un’attività di natura amministrativa e non giudiziaria, precisando che le valutazioni contenute nel decreto rappresenterebbero ipotesi e non accertamenti di responsabilità. Evidenzia poi che nel provvedimento non risultano, a suo carico, contestazioni penali o provvedimenti giudiziari e che il concetto di “condizionamento” sarebbe frutto di una valutazione discrezionale. A supporto della propria posizione, ricorda di essere stato eletto per due mandati consecutivi al primo turno, senza ballottaggio, come segno – a suo avviso – di una scelta popolare libera e non condizionata.
Nella dichiarazione, l’ex sindaco afferma anche che nella stessa relazione ministeriale non vi sarebbe alcun atto riconducibile agli interessi della criminalità organizzata e annuncia l’intenzione di battersi «in tutte le sedi giudiziarie competenti» per ristabilire quella che definisce la verità dei fatti. Una verità che, secondo Naso, sarebbe necessaria non solo per tutelare la propria dignità personale e quella della sua famiglia, ma soprattutto per difendere l’onore e l’immagine dell’intera città, che non dovrebbe essere marchiata da accuse ritenute ingiuste.
A tal fine, Naso rende noto di aver già conferito mandato al proprio legale, l’avvocato Luigi Casiraro, affinché lo assista e lo tuteli in ogni sede. L’ex sindaco interviene anche sul tema dei tributi, precisando di non avere alcun contenzioso con il Comune per tasse come Tari o Imu e dichiarando di aver sempre pagato regolarmente quanto dovuto.
Nel passaggio conclusivo, Naso esprime rabbia e amarezza per quanto accaduto, ma anche determinazione e fiducia nella verità. Rivendica infine il legame profondo con la città, definendo l’esperienza da sindaco come parte del proprio destino e come una scelta dettata da passione, amore e senso di responsabilità, pur a fronte di «un prezzo altissimo da pagare», come spesso accade – conclude – «con tutte le passioni».
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