San Francesco alla Collina tra le opere d’eccellenza del territorio
Città d’Italia, aree metropolitane e dinamiche urbane. Il contributo dell’antica Ibla major: la città di Paternò in una mostra, la cui prima tappa è stata Milano, e che toccherà diverse città dell’Europa e dell’Oriente. Ma ora la politica deve accogliere
La mostra, la cui prima tappa è stata Milano, sarà esposta in diverse città dell’Europa e dell’Oriente e approfondisce il tema della memoria, dell’identità e del futuro di un territorio in relazione alle città metropolitane e quindi anche quella di Catania.
Allo stesso modo Ferruccio Favaron, del CNAPPC, scrive che: “Attraverso adeguati strumenti, capaci di disegnare il futuro e rafforzare l’identità della città metropolitana, sarà così possibile rendere concrete le opportunità individuate, garantendo il conseguimento di obiettivi di sviluppo equilibrato e sostenibile, oltre che rafforzando il senso di appartenenza collettivo a un nuovo e più evoluto assetto territoriale, fondato sulla valorizzazione e la tutela del territorio e il suo corretto sviluppo economico e sociale.”
Ma appare chiaro che “La città italiana è principalmente il luogo delle relazioni. Sono le relazioni a determinare una ricchezza che non è mai fatta di singoli oggetti architettonici ma del loro continuo adeguarsi ad una complessità paesaggistica e storica senza eguali” afferma Alberto Ferlenga e questo ci permette di insistere sulla necessità di costruire e sostenere la rete della mobilità, perché non esiste relazione e civiltà senza accessibilità pubblica.
Serve una visione strategica unitaria nella programmazione delle risorse da investire nel potenziamento e completamento della rete pubblica della metropolitana. In questo modo sarà possibile valorizzare e rendere sistemica l’acropoli di Paternò in relazione al palinsesto delle eccellenze storiche-culturali della città metropolitana. La politica deve accogliere l’impulso che gli architetti italiani e in particolare quelli catanesi offrono al dibattito.
La presenza, sia del Sindaco Mauro Mangano che del Presidente del Consiglio Comunale Laura Bottino, incoraggia a pensare che finalmente la questione sarà prioritaria nell’agenda politica locale e metropolitana. Registriamo con un pizzico di orgoglio l'inserimento di un manufatto architettonico, come il convento di San Francesco, nella lista delle opere di architettura di qualità che contribuisce a fare conoscere le eccellenze di questo territorio.
Come sostiene Leopoldo Freyrie: “Il riuso delle città d’Italia è il futuro della nazione; promuovendo il nuovo paradigma della limitazione del consumo del suolo, mentre liberiamo le energie urbane, creando così il nuovo contesto di un habitat migliore adatto alle nuove forme di economia e socialità” e questo ci suggerisce una precisa direzione nella definizione del nuovo PRG locale e metropolitano. Oggi più che mai abbiamo bisogno di costruire in maniera partecipata: strategie, progetti e regole per governare e trasformare la nostra “casa” come suggerisce la recente Enciclica “Laudato sii” di Papa Francesco.
All’incontro erano presenti Salvo Fiorito (delegato al progetto città d’Italia), Paola Pennisi (presidente della Fondazione Architetti PPC di Catania) e il team di architetti che hanno lavorato a questo progetto di ricerca. L’evento si è svolto nella stanza della Giunta del Comune di Catania, alla presenza di Paolo La Greca dell’Università di Catania e coordinato dagli assessori comunali: Salvo Di Salvo e Luigi Bosco
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