'SARA È OGNUNO DI NOI'. FOLLA A MISILMERI PER LA CAMERA ARDENTE

MISILMERI (PA) – Silenzio, lacrime e dolore hanno avvolto il piccolo centro palermitano per l’arrivo della salma di Sara Campanella, la giovane studentessa universitaria brutalmente uccisa lunedì scor...

A cura di Redazione Redazione
06 aprile 2025 17:48
'SARA È OGNUNO DI NOI'. FOLLA A MISILMERI PER LA CAMERA ARDENTE -
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MISILMERI (PA) – Silenzio, lacrime e dolore hanno avvolto il piccolo centro palermitano per l’arrivo della salma di Sara Campanella, la giovane studentessa universitaria brutalmente uccisa lunedì scorso a Messina dal collega Alessandro Argentino. Un dramma che ha colpito nel profondo non solo la comunità locale, ma un intero Paese.

"Un angelo, era un angelo", hanno sussurrato i familiari quando il corteo funebre si è fermato in piazza, davanti alla chiesa delle Anime Sante, gremita di persone giunte da ogni parte della provincia per dare l’ultimo saluto a Sara. Poi, il rintocco lento delle campane ha spezzato il silenzio, seguito da un grido che si è levato tra la folla: "Sara vive!", accompagnato da un lungo, commosso applauso.

Sul feretro bianco, una foto della giovane e la scritta: "No violenza", messaggio semplice ma potente contro un male che continua a colpire. Prima che la bara venisse portata all'interno della chiesa, la famiglia ha chiesto un momento di raccoglimento privato, in preghiera. Al loro fianco, anche il gruppo scout di Misilmeri, simbolo della giovane vita piena di sogni e speranze spezzata troppo presto.

La piazza si è riempita all’inverosimile. C’erano amici, conoscenti, semplici cittadini. C’era Palermo, c’erano i paesi vicini. Tutti stretti in un dolore collettivo che ha zittito ogni parola. Dalla facciata di una palazzina che affaccia sulla piazza è stato srotolato un lenzuolo bianco con la scritta:
"Mi amo troppo per stare con chiunque. Sara Campanella figlia di tutti noi."

Parole che parlano di libertà, dignità, e soprattutto amore per se stessi. Quelle che ogni donna dovrebbe poter pronunciare senza paura.

"È un momento di dolore profondo. Misilmeri piange", ha detto Federica Badami, segretaria provinciale della Cisl Palermo-Trapani, originaria del paese. "C'è un silenzio assordante.

La gente non ha nemmeno la forza di parlare. Quando lo vedi in TV pensi che non ti possa mai toccare, ma quando accade dentro una comunità coesa come la nostra, il dolore lo senti per strada. La scuola da sola non basta: servono famiglie e istituzioni unite per educare al rispetto. Se una donna dice no, è no, anche se prima ha detto dieci sì."

Parole che risuonano come monito, come grido di giustizia. Per Sara. Per tutte.