SIGONELLA, L’ITALIA FERMA GLI USA: NEGATO L’USO DELLA BASE PER I BOMBARDIERI DIRETTI IN MEDIO ORIENTE
SIGONELLA, L’ITALIA FERMA GLI USA: NEGATO L’USO DELLA BASE PER I BOMBARDIERI DIRETTI IN MEDIO ORIENTE
Un episodio delicato, dai risvolti internazionali, ha coinvolto nei giorni scorsi la base militare di Base Aerea di Sigonella, uno degli snodi strategici più importanti nel Mediterraneo.
Secondo quanto riportato dal Corriere della Sera e confermato da fonti informate, l’Italia avrebbe negato agli Stati Uniti l’autorizzazione all’utilizzo della base per un’operazione aerea diretta verso il Medio Oriente.
A prendere la decisione è stato il ministro della Difesa Guido Crosetto, dopo che era emerso un piano di volo relativo ad alcuni asset aerei statunitensi. I velivoli, già in volo, avrebbero dovuto atterrare proprio a Sigonella prima di proseguire verso l’area mediorientale.
🚫 Nessuna autorizzazione preventiva
Il punto centrale della vicenda riguarda la mancanza di una richiesta formale: le autorità italiane non sarebbero state preventivamente informate né consultate. Il piano sarebbe stato comunicato quando gli aerei erano già in viaggio, senza il necessario coinvolgimento dei vertici militari italiani.
Dalle verifiche effettuate, inoltre, è emerso che non si trattava di semplici voli logistici o di routine, ma di operazioni non previste dagli accordi bilaterali tra Italia e Stati Uniti.
💣 Coinvolti anche bombardieri
Ulteriori dettagli indicano che la richiesta riguardava l’atterraggio di bombardieri, circostanza che ha reso ancora più delicata la situazione. Proprio per questo motivo, e in assenza delle necessarie autorizzazioni, il ministro Crosetto ha disposto il diniego.
📜 Questione di regole e Parlamento
Come già chiarito in precedenza, per operazioni di questo tipo è necessario seguire un iter preciso, che può includere anche il passaggio parlamentare. Tempistiche e procedure che non sono state rispettate in questo caso.
⚠️ Un segnale politico chiaro
La decisione italiana rappresenta un segnale forte sul rispetto delle regole e della sovranità nazionale, anche nei rapporti con alleati storici come gli Stati Uniti.
La vicenda, pur senza conseguenze operative immediate, apre ora interrogativi sui rapporti diplomatici e sulle modalità di gestione delle basi condivise sul territorio italiano.
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