Sparatoria di Capizzi, la testimonianza: «Io il vero obiettivo. Due settimane prima mi avevano minacciato»

Il "12 ottobre abbiamo avuto una lite, hanno preso la mia auto a pedate.Avevano questa fissazione che mi dovevano sparare".Così al Tg1 il vero bersaglio della sparatoria a Capizzi in cui è morto un 16...

A cura di Redazione Redazione
04 novembre 2025 13:08
Sparatoria di Capizzi, la testimonianza: «Io il vero obiettivo. Due settimane prima mi avevano minacciato» -
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Il "12 ottobre abbiamo avuto una lite, hanno preso la mia auto a pedate.

Avevano questa fissazione che mi dovevano sparare".

Così al Tg1 il vero bersaglio della sparatoria a Capizzi in cui è morto un 16enne, Giuseppe Di Dio, ed è rimasto ferito un 22enne.

Due settimane prima, rivela, era stato minacciato da Giacomo e Mario Frasconà, i due fratelli fermati col padre Antonio per l'omicidio, davanti la sua abitazione. "Mi hanno detto solo - ricorda - vieni al cancello… Ma non sono andato perché sapevo che avevano questa pistola" Sabato sera, accompagnato anche dal fratello Mario e dal padre Antonio, Giacomo ha esploso almeno tre colpi, che hanno raggiunto, uccidendolo, Giuseppe Di Dio, e un suo amico, ferito ma non in pericolo di vita.

Alla domanda se ci pensa che poteva essere lui al posto di Giuseppe, il vero obiettivo della sparatoria dice: "sì e mi dispiace tantissimo per la famiglia".

"Ora mi sento più al sicuro", aggiunge parlando con l'inviato del Tg1 e auspicando che i tre "rimangano in carcere a vita"