Stazione di San Marco, obiettivo "recuperare la tratta ferroviaria dismessa"

Il dibattito era stato lanciato domenica scorsa da Antonio Caruso. Oggi, Salvo Ferlito ribadisce come da diversi anni le associazioni impegnate nella promozione della Valle del Simeto (Ass. Vivisimeto, Laboratorio Simeto, La Locomotiva, Cultura é Progress

A cura di Redazione Redazione
08 settembre 2015 10:01
Stazione di San Marco, obiettivo "recuperare la tratta ferroviaria dismessa" -
Condividi

95047.it Nel pomeriggio dello scorso sabato 5 settembre, rappresentanti del Presidio Partecipativo del Patto di Fiume Simeto, aderenti anche ad associazioni provenienti dai vari comuni della Valle del Simeto (Motta Sant’Anastasia, Belpasso, Paternò, Ragalna, Santa Maria di Licodia, Biancavilla, Centuripe, Adrano, Regalbuto, Troina) assieme a operatori di attività agricole e turistiche del territorio hanno percorso a piedi la tratta ferroviaria dismessa dalla Stazione di San Marco (Paternò) alla Stazione di Schettino (S.M.di Licodia).

Da diversi anni le associazioni impegnate nella promozione della Valle del Simeto (Ass. Vivisimeto, Laboratorio Simeto, La Locomotiva, Cultura é Progresso, Comitato salute e Ambiente, etc...) hanno maturato l’idea di recuperare la tratta ferroviaria dismessa, per poterla utilizzare come percorso alternativo eco -sostenibile attraverso attività di trekking o pista ciclabile lungo il Simeto: una nuova mobilità, capace di sviluppare un sistema economico sensibile alla qualità produttiva, ambientale e paesaggistica della Valle.
Un contributo in tal senso è venuto anche dalla recente Summer School 2015 “R-URBAN REGENERATION”, lo scorso mese di giugno, un laboratorio sul territorio che ha coinvolto le realtà associative del Presidio Partecipativo del Patto di Fiume Simeto assieme alle Università degli Studi di Catania e University of Menphis (USA) che ha evidenziato l'opportunità di valorizzare la tratta ferroviaria nell'ottica di una rigenerazione del patrimonio esistente.

Le visite in situ sono azioni concrete di lettura critica dei luoghi finalizzate a:
- Conoscere lo stato attuale della tratta ferroviaria (mappare i luoghi) per comprenderne il degrado e ipotizzare possibili modalità d’intervento;

- Coinvolgere in una partecipazione attiva tutte le realtà produttive (agricole, turistico-ricettive, artigianali, etc..) che in questi anni hanno messo in campo nuove relazioni con l’ambiente rurale.

L’obiettivo è avviare un processo di co-progettazione per definire un’unica proposta organica e strategica: offrire la possibilità di insediare attività socio-culturali nei fabbricati abbandonati lungo la tratta. Tali STAZIONI saranno UNITE da un percorso che ricalcherà il tracciato dei binari, in funzione di una mobilità non motorizzata (pedonale, ciclabile, equestre, con veicoli a energia sostenibile), che meglio si coniuga al paesaggio della Valle.

Domenica prossima gli attivisti del Presidio Partecipativo svolgeranno una seconda visita nel tratto dalla Stazione Schettino (Santa Maria di Licodia) alla Stazione di Mandarano (Centuripe), in un percorso lungo circa 7 km. Seguiranno altre iniziative nel mese di ottobre durante la manifestazione annuale della Valle del Simeto, occasione per approfondire il dibattito sulle questioni cruciali del territorio ma anche una festa per riscoprire luoghi non abbastanza conosciuti.

[Salvo Ferlito è un architetto. Studioso del territorio paternese]